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Nell'area 'green' del nuovo centro per l'impiego c'è chi ha trovato casa

Nell'area 'green' del nuovo centro per l'impiego c'è chi ha trovato casa

Dopo l'inaugurazione del gennaio scorso, l'abbandono è stato totale. E il degrado avanza. Tra rifiuti, erba alta che copre bivacchi e pensiline inutilizzabili se non da chi ci ha ricavato un rifugio


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Nel gennaio del 2026, il nuovo Centro per l’Impiego di Modena, in via del Mercato a Modena, era stato presentato come un tassello della rigenerazione urbana: un edificio moderno, affiancato da un’area esterna progettata per essere un esempio di architettura green, finanziata con fondi pubblici ed europei. Aiuole, vegetazione controllata, pensiline fotovoltaiche per la ricarica dei dispositivi, un percorso pedonale pensato per accompagnare l’utente verso un servizio pubblico rinnovato. Doveva essere un biglietto da visita della città che investe sul futuro.
Oggi, a pochi mesi dall’inaugurazione, quell’area è irriconoscibile. L’erba alta supera il metro e mezzo, invade i camminamenti, nasconde rifiuti di ogni tipo e, lo abbiamo verificato anche di giorno, persone senza fissa dimora che gravitano nell'area dello spaccio intorno all'R-Nord che bivaccano nelle strutture che dovevano essere a servizio degli utenti, all'esterno, con sedute e prese usb per la ricarica dei dispositivi elettronici alimentate da pannelli fotovoltaici. Qui senza fissa dimora e tossicodipendenti trovano il loro rifugio. Le pensiline dotate di pannelli solari, mai entrate in funzione, mostrano impianti elettrici strappati, cavi penzolanti, strutture danneggiate. Doveva essere un luogo di innovazione, è diventato un rifugio improvvisato per senza fissa dimora e un punto di appoggio per lo spaccio che da anni interessa la zona.
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A coprire ed aumentare il degrado solo l'erba alta perché gli alberi anch'essi piantati in pompa magna sono ormai per la metà già secchi.
Il degrado si moltiplica: lo spazio, solo teoricamente verde e abbandonato, è di fatto collegato al retro dell’ex Borsa Merci della Camera di Commercio, un edificio monumentale che da tempo rappresenta uno dei simboli dell’incapacità di rigenerare davvero gli spazi pubblici. Il risultato è un corridoio urbano dove il degrado scorre senza ostacoli, un’area vasta e priva di controllo che offre riparo e movimento indisturbato a chi con le funzioni del Centro per l’Impiego non ha nulla a che fare.


Il paradosso è evidente: mentre l’ex Stallini, completamente ristrutturata è cuore del centro dell'impiego, mostra ciò che la città potrebbe essere, l’area esterna del Centro per l’Impiego mostra l'altra faccia di una medaglia e di un governo della città che cura il green solo nel giorno delle inaugurazioni, per poi dimenticarsene. Un progetto annunciato come all’avanguardia, sostenibile, innovativo, si è trasformato in un giardino impenetrabile, inutilizzabile, dimenticato. Dopo la propaganda dell’inaugurazione, nessuno sembra essersi occupato della manutenzione.
Nessuno ha tagliato l’erba, nessuno ha ripristinato gli impianti, nessuno ha verificato l’effettiva fruibilità di uno spazio che doveva essere pubblico e che oggi è ostaggio di un degrado quotidiano.
Il risultato è un contesto che, giorno dopo giorno, chiama altro degrado. Senza un’azione di contrasto, senza pulizia, senza manutenzione, l’area, paradossalmte simbolo di rigenerazione, continua a peggiorare, diventando un simbolo di come la mancanza di cura possa cancellare in poche settimane milioni di euro di investimenti e anni di progettazione.
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