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Espansione Polo Conad, i cittadini: 'Il nuovo progetto è cambiato, il procedimento va interrotto, è da esaminare da capo'

Espansione Polo Conad, i cittadini: 'Il nuovo progetto è cambiato, il procedimento va interrotto, è da esaminare da capo'

Il nuovo progetto elaborato dalle indicazioni della Conferenza dei servizi, pur non accogliendo le richieste dei residenti, avrebbe modifiche sostanziali che per il Comitato sarebbero da esaminare dall'inizio


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Il procedimento unico in base al quale il progetto di espansione del Polo Logistico Conad nell'area ex Civ&Civ, comprendente una nuova viabilità di accesso per i mezzi pesanti deve essere chiuso in modo da garantire ai cittadini l'opportunità di ripresentare nuove osservazioni e fornire ulteriori contributi.

E' la richiesta avanzata dai cittadini per lo più residenti riuniti in una sola voce nel Comitato Villaggio Europa rispetto al progetto di espansione del polo logistico Conad attualmente esistente, nell'area ec Civ&Civ, ora abbandonata. Un progetto che, come più volte descritto nel corso degli ultimi mesi, comporterebbe la realizzazione di una nuova viabilità per i mezzi pesanti dalla tangenziale in accesso al comparto e l'innalzamento degli edifici presenti sia nell'attuale comparto operativo, che ora ha accesso da via Finzi, sia dell'attuale stabile ex Civ&Civ. Ed in particolare l'innalzamento ad una quota di circa 30 metri dagli attuali 10 del blocco produttivo che si svolge in paralello a via Norvegia e al suo parco pubblico. 

I punti per modificare e ridurre l'impatto ambientale suggeriti attraverso le osservazioni presentate entro lo scorso gennaio dal Comitato non sono stati receiti dalla Conferenza dei servizi che li ha esaminati, composta prevalentemente da tecnici del Comune e da tecnici Conad.
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Tale conferenza, lo ricordiamo, ha il compito di esaminare le varie osservazioni al progetto e di trarne possibili proposte di modifica da consegnare al soggetto attuatore dell'Intervento (Conad), in vista della presentazione di un nuovo progetto modulato sulla base delle osservazioni accolte e tradotte in indicazioni operative della Conferenza dei Servizi. Quelle proposte dal Comitato, come detto, non sono state recepite, ed è così che il nuovo progetto, ad un più avanzato livello di esecutività, e che sarà reso noto dai prossimi giorni, rimarrà nella sostanza dei due punti critici contestati, quello presentato. Anzi, le modifiche che in questo sarebbero contenute, partendo dallo spostamento della palazzina uffici accettata per sgravare del traffico dei messi dei dipendenti su Via Europa, andrebbero per i residenti a peggiorare una situazione già critica. Perché, a quanto appreso dal verbale della conferenza dei servizi, il traffico dei dipendenti sarebbe anch'esso spostato su via Canaletto, dove insisterebbe anche il traffico pesante. E inoltre, per quest'ultimo, si prevederebbe, se in ingresso in tangenziale, il percorso da via Staffette Partigiane. Ovvero un ingresso ed un transito nel cuore del quartiere all'interno dell'anello della tangenziale, ovvero esattamente ciò che i residenti avevano già bollato come rischio inacettabile.
In termini di inquinamento e di sicurezza. 

Ciò significa sostanzialmente che l'unico strumento in mano ai cittadini per provare a modificare un progetto già in importante stato di avanzamento procedurale, è quello di chiedere ed ottenere il riesame del nuovo progetto ma dal punto iniziale della procedura, quello del 24 novembre scorso. Il passaggio è stretto.

'In data 15 Marzo 2022, è stata inviata al Sindaco una comunicazione protocollata, in cui si evidenzia come le modifiche al progetto effettuate fino ad ora, risultino sostanziali ma insufficienti alla sostenibilità di un polo logistico di tale portata all’interno di un quartiere residenziale' - afferma il Comitato. 'Consideriamo positivamente la soppressione della progettata palazzina uffici, ma non è dato comprendere quali effettive modifiche di disposizione e funzionamento saranno apportate al progetto, né risultano soddisfatte importanti istanze sollevate con le nostre osservazioni. Riteniamo quindi irrinunciabile la possibilità di prendere adeguata conoscenza del rinnovato progetto, e presentare le nostre osservazioni in merito. La continuazione del procedimento in corso, ventilata dall'amministrazione, escluderebbe la possibilità di un nuovo deposito in pubblicazione, per nulla previsto dalle disposizioni della legge regionale che regolano il procedimento unico, e che anzi lo vincolano strettamente nelle modalità e nei tempi. 
Le tempistiche infatti non vengono rispettate dalle
ripetute proroghe che ci sono state nello svolgimento della Conferenza dei Servizi, in palese contrasto con la disposizione, che pone limiti tassativi di durata alle fasi di svolgimento del procedimento unico. 
Chiediamo pertanto che l'amministrazione riconduca il procedimento ad uno svolgimento regolare, assumendo una determinazione che riconosca la necessità di sostanziali rielaborazioni del progetto e dichiarando pertanto concluso il procedimento. Per l'approvazione del nuovo progetto, sostanzialmente rielaborato, dovrà quindi essere aperto un nuovo procedimento, da avviarsi con il suo deposito in pubblicazione e la ricezione di nuove osservazioni'

'La fattibilità di tale progetto - conclude il Comitato - rimane da valutare approfonditamente, sia per gli effetti che questo polo avrà su tutta la collettività modenese che per il proponente stesso: aumento delle emissioni, inquinamento, tangenziale oberata con diversi punti critici e svincoli non a norma e, venendo ai giorni odierni, aumento del costo delle materie prime e del carburante; due fattori estremamente importanti, soprattutto valutando la distanza del futuro polo logistico dall'autostrada'
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