Nella parte dell'area dell'ex mercato bestiame e mercato ortofrutticolo, di proprietà comunale, abbandonata da anni dal Comune e trasformata in un luogo di degrado, spaccio e rifugio per tossicodipendenti e senza fissa dimora, insistono due edifici. L'uno (nella foto contrassegnato in giallo), che si estende sulla linea di via del mercato, di proprietà comunale, in grave stato abbandono e di deterioramento dal quale abbiamo documentato di recente anche il pericoloso distacco di calcinacci, caduti pericolosamente sul marciapiede pubblico. Poi c'è un grande capannone, di più recente costruzione (nella foto evidenziato in rosso), interno all'area, trasformato negli anni in rifugio di spacciatori, tossicocipendenti e senza fissa dimora. Un edificio che insiste su quel tratto di superficie (anche'esso abbandonato e chiuso da anni), che dovebbe collegare viale del Mercato con il Data Center in corso di costruzione.
Ieri, dalla giunta comunale, è arrivato il via libera al progetto da 200 mila euro per la demolizione del capannone prefabbricato e la pulizia e il ripristino degli spazi liberati; l’intervento ha un valore complessivo di 200mila euro e i lavori, che saranno realizzati dopo l’estate, si concluderanno entro il mese di settembre.
La struttura che fino al 2014 ha ospitato temporaneamente il mercato ortofrutticolo nell'area comunale
Una volta conclusa la demolizione e sgombrata l'area dalla macerie - promette il Comune - saranno svolte le operazioni di completo ripristino dell’area nell’ottica dei futuri lavori di riqualificazione del comparto, che sarà così pronto ad accogliere nuove strutture. Nelle prossime settimane prenderanno il via le procedure per affidare gli interventi.
Ma se i cittadini sono abituati a vedere quell'area isolata dalla città non accessibile ma pericolosa ma pericolosa soprattutto per chi la occupa abusivamente, che preoccupa in zona è il grave stato di abbandono e di degrado anche strutturale in cui versa la palazzina storica dell'ex mercato bestiame, che si affaccia sull'omonima via. I muri in più punti sono sgretolati dalle infiltrazioni di acqua che negli anni hanno danneggiato le strutture al punto che dal cornicione che si affaccia sul marciapiede pubblico, percorso solitamente da decine di studenti a scuole aperte, è iniziato di recente il distacco di blocchi di cemento. Recentemente ne abbiamo documentato un episodio. Un edificio per il quale però non si parla di demolizione. Nei progetti generali di riqualificazione dell'area che dal piano fallito di riqualificazione della fascia ferroviaria del 1999 è arrivato fino al piano periferie, che dal 2016 ancora stenta a decollare, la palazzina, almeno sulla carta, c'è.
Tornando all'area adiavente dei capannoni dell'ex Moi da abbattere, il comune specifica che al loro posto sorgerà la “Scuola Innovativa” che in primavera ha visto l’approvazione, da parte della giunta comunale, del progetto esecutivo in linea tecnica.

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