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Prestito attivato a sua insaputa, ora non può acquistare casa

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Il caso, raccontato dal Codacons, di un modenese truffato da una concessionaria auto che aveva acceso un secondo prestito facendolo risultare cattivo pagatore


Prestito attivato a sua insaputa, ora non può acquistare casa

Ha doverosamente saldato tutte le rate del prestito da 17.000 euro acceso presso una famosa finanziaria da una concessionaria dalla quale aveva acquistato un auto nuova, ma nonostante ciò si è ritrovato nell'elenco dei cattivi pagatori sia della Banca d'Italia sia della Crif. Condizione che oggi non gli consente nemmeno di accendere un mutuo per l'acquisto di una casa. E anche ora che la truffa è stata dimostrata i tempi per uscire dalla sua condizione, vista la lentezza della giustizia italiana e della burocrazia, si prospettano lunghi.

E' una storia che parrebbe surreale quella raccontata dal Codacons e di cui è protagonista un modenese che recentemente, recandosi in banca con la sua compagna per chiedere un mutuo per acquistare la prima casa, si è sentito dire che risulta iscritto alla centrale dei cattivi pagatori sia della Banca d’Italia sia della Crif. Una doccia fredda per lui, in realtà da sempre buon pagatore. Da qui iniziano le indagini per capire che cosa possa essere successo. E presto le risposte emergono, collegate all'accensione di un prestito per l'acquisto di una auto qualche anno prima.

L'uomo si era recato in una concessionaria con sede in altra regione per acquistare un’auto ben promozionata da quella sede.

Fatta la scelta della vettura, il venditore gli faceva sottoscrivere un contratto di finanziamento con una nota società finanziaria per una somma di circa 17.000 euro. Sbrigate tutte le incombenze ritirò la propria auto e dal mese successivo iniziò a pagare le rate del prestito.

Passano gli anni. L'uomo decide di acquistare un appartamento ma, quando si reca in banca scopre di essere segnalato come cattivo pagatore.

Si rivolge per questa ragione al Codacons di Modena che attraverso una serie di interventi scritti, scopre che alcuni giorni dopo aver firmato quel contratto di finanziamento per acquistare la propria auto, ignoti, utilizzando i suoi documenti d’identità, accesero un secondo prestito di quasi 30.000 euro per acquistare una vettura molto più importante di quella che invece aveva acquistato il malcapitato.

In effetti il Modenese, terminato il pagamento del proprio prestito aveva ricevuto alcuni solleciti di pagamento ma, avendoli scambiati come riferiti al prestito appena estinto, si era limitato a rispondere alla finanziaria che non poteva che trattarsi di un errore in quanto lui aveva portato a termine tutti i pagamenti dovuti.

'Ad oggi - specifica il presidente Codacons Modena Fabio Galli - abbiamo avviato il disconoscimento della firma del secondo contratto di finanziamento e la conseguente  denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Modena, attraverso l’Avv. Giulia Stano del Collegio Legale del Codacons di Modena, per iniziare un iter che sarà certamente lungo e complicato, neanche un po' agevolati dalla concessionaria che, nel frattempo è sparita.

Ad oggi per la coppia il problema di come ottenere il mutuo per acquistarsi la casa appare irrisolvibile perché, come noto, con l’iscrizione alle centrali dei “cattivi pagatori” si perde la possibilità di ottenere dei mutui e/o finanziamenti vari.

Il consiglio che diamo ai consumatori è, come sempre, quello di scegliere attività commerciali di consolidata presenza nel territorio e il più vicino possibile alla propria residenza anche per rendere più agevoli gli eventuali contatti che si rendessero necessari nel tempo.

Potrebbe risultare utile anche ricercare su internet, digitando il nome del negozio o del titolare dell’attività, se ci sono interventi negativi nei loro confronti.

La vicenda raccontata è purtroppo anche simbolo dei rischi legati alla fornitura a soggetti terzi non nonosciuti e accreditati dei propri documenti di identità. L'uso che un delinquente può fare anche di una semplice fotocopia del documento d’identità potrebbe risultare grave e con effetti duraturi. Fotocopia che viene sempre richiesta a fronte di operazioni legate alla telefonia, alla luce, al gas, ai prestiti, ai pagamenti rateali e tanti altri.

Da qui anche l'appello del Codacons Di questo, chi ci amministra (prescindendo dai colori e dagli ideali) deve dare un segno di interessamento ai cittadini. I problemi non li devono risolvere le Procure seppellite da tonnellate di denunce. I problemi li deve risolvere il legislatore attivando regole e norme grazie alle quali la vita dei cittadini giorno dopo giorno deve evolvere e migliorare e non, come nella triste realtà,   peggiorare e complicarsi. Consegnare una copia del proprio documento d’identità diventa ogni giorno più pericoloso.


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