Quasi 500 i sanitari senza nemmeno una dose, 271 di fatto sospesi
In provincia si conferma uno zoccolo duro, soprattutto tra gli infermieri. Tra questi 25 dell'Ausl e 72 attivi in altre realtà sanitarie, hanno ricevuto l'ultima comunicazione presupposto per la sospensione
03 dicembre 2021 alle 10:30
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Ormai lo 'zoccolo duro' di operatori sanitari di chi non vuole o non può, per diversi motivi, sottoporsi alla vaccinazione, in provincia di Modena è definito. Nonostante l'obbligo, si attesta di poco al di sotto della soglia, anche psicologica, dei 500 il numero degli operatori sanitari che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino. Un numero ancora importante di irriducibili destinato probabilmente a rimanere tale o simile considerando che nemmeno la sospensione dal lavoro senza stipendio (che spesso si traduce in un dovere sborsare soldi, anziché riceverne, per il pagamento di tasse su uno stipendio che sulla carta della busta paga rimane), ha convinto. In tale condizione si troverebbero poco più della metà. Sono coloro che al termine dell'istruttoria avviata nei loro confronti in virtù dell'obbligo di legge hanno ricevuto dall'Ausl la comunicazione di inadempimento. Il documento che fornisce il presupposto all'Ausl stessa o ai datori di lavoro delle strutture in cui i sanitari operano, per potere procedere alla sospensione. Ad oggi sono 224 coloro che hanno ricevuto tale comunicazione, di questi 47 operatori dell'Ausl. La categoria più numericamente nutrita di refrattari alla vaccinazione è costituita dagli infermieri: 25 alle dipendenze dirette dell'Ausl e 72 non Ausl. Già di fatto sospesi.
Otto i medici Ausl e 43 quelli che operano (e non opereranno più con la sospensione), fuori dalle dirette dipendenze del'Ausl. Ma ci sono anche farmacisti (24 di cui 2 dipendenti Ausl), refrattari alla vaccinazione. In tutto sono 271 gli operatori sanitari che hanno già ricevuto la comunicazione di inadempimento e che di fatto sono o potranno essere sospesi. Un numero che si potrebbe allargare fino a comprendere l'intero numero di coloro (477) che non si sono sottoposti nemmeno ad una dose di vaccino. Per ognuno di loro è definita una istruttoria che spesso però si svolge senza un confronto diretto, ma a suon di carte bollate, soprattutto nei cofronti dei sanitari non alle dirette dipendenze dell'Ausl. Tra questi anche casi emblematici come quello dell'ex direttore del Pronto Soccorso del Policlinico di Modena, Daniele Giovanardi, non vaccinato a seguito di una patologia che lo renderebbe esente e promotore di un documento sottoscritto da 300 professionisti con il quale sono stati chiesti all'Ausl chiarimenti formali sulla sperimentazione e sulla sicurezza del vaccino. Documento al quale non è stata data ancora risposta.
Gi.Ga.
Redazione Pressa
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