In poche righe tratte da una intervista che il consulente tecnico del ministro Speranza ha rilasciato a La Repubblica emerge in modo chiaro quella strategia o possibile prospettiva politica che fino ad alcuni mesi fa era relegata e condannate nell'elenco delle tesi complottiste; tesi che mano a mano che la variante Omicron avanzava, rendendo sempre più evidente la natura prettamente ed esclusivamente politica del green pass, (scollegata da qualsiasi evidenza scientifica e totalmente fallimentare rispetto ad essa visto che i contagi con Omicron sono esplosi nonostante l'introduzione sempre più massiva del Green Pass che aveva come scopo dichiarato ed unico di prevenire il contagio e creare luoghi protetti garantiti da persone vaccinate), si è palesata in maniera evidente, anche a livello istituzionale e di governo: arrivare a strutturare in modo definitivo il 'sistema' basato sul green pass, al di la e a prescindere dal presupposto, più o meno fondato, al quale lo si collega. Oggi vaccino reso obbligatorio di fatto, e domani chissà cosa altro. Presupposti e addirittura fondatezza, quelli alla base del Green Pass, diventato nel frattempo Super e ricaricabile nella sua validità anche per i vaccinati dopo massimo sei mesi dalla seconda dose, solo con la terza dose. In attesa dell'autunno.
Strumento potentissimo e senza precedenti nella storia repubblicana capace di incidere in modo sostanziale non solo sulla vita sociale ma anche sull'esercizio di diritti fondamentali come quello al lavoro e all'istruzione, che esistono al di là dei governi di turno, che esistono prima e oltre il Green Pass che illusoriamente li concede; strumento che con il SI dei partiti della maggioranza che sostengono il governo ha presupposti (oggi l'essersi sottoposti alla vaccinazione) che possono essere decisi per decreto del Presidente del Consiglio e con la clava (in questi tempi sostenuta dal ricatto politico dello staccare la spina ed andare tutti a casa), del voto di fiducia in parlamento.
Con l'accettazione, da parte dei partiti che sostengono il governo, e delle forze sindacali, Draghi ha portato a termine un compito che sembrava impensabile fino ad un anno fa anche se, nelle contraddizioni delle stesse restrizioni, era già potenzalmente sotto gli occhi di tutti. Il premio forse per lui era quello della presidenza della Repubblica. Ma forse questo è l'unica variabile che non è stato in grado di controllare. O forse no. Comunque altra storia personale, rispetto al sistema verso il quale la sua esecuzione ha portato.
Un sistema che continua oggi in tutte le sue contraddizioni: dall'inasprimento di un green pass nel punto massimo della dimostrazione della sua inutilità (perché
Una normalità che Ricciardi prospetta appunto con queste caratteristiche anche nel momento in cui il CTS, del quale è espressione, sparirà (forse), dopo il termine (tutto da confermare), dello stato di emergenza.
“Basta che comunque vengano mantenute in piedi tutte le strategie che ci fanno controllare il virus'. -ha affermato a Repubblica. Benvenuti nella nuova normalità
Gi.Ga.


