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Rischio idraulico, i lavori avanzano, ma la sicurezza dei nodi critici è ancora lontana

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Il sopralluogo dell'Assessore regionale Priolo a Modena sulle aste fluviali di Secchia e Panaro. Per l'adeguamento delle Casse di Espansione del Secchia, ora in grado di contenere solo piene piccole, progetto esecutivo nel 2023. E ai prati di San Clemente, cassa di espansione sul Naviglio non ancora funzionante, nonostante 19 milioni di euro stanziati


Rischio idraulico, i lavori avanzano, ma la sicurezza dei nodi critici è ancora lontana
Le grandi muraglie con le quali si sono ricostruiti gli argini del Tiepido nel nodo della Fossalta, scelti come teatro di impatto per la conferenza stampa, hanno certo a che fare con la sicurezza del capoluogo, o meglio, di una parte del capoluogo, 'nell' area est, già inondata nella piena del 2020 ma poco o nulla c'entrano con la messa in sicurezza generale e programmata del nodo idraulico modenese. Sono infatti i lavori di adeguamento della cassa di espansione del fiume Secchia, il rafforzamento degli argini del Panaro a valle della cassa di espansione e, sull'asse del Naviglio, il sistema di casse di espansione (non ancora in funzione) ai prati di San Clemente, e di sollevamento delle acqua a Bomporto, a garantire la sicurezza della città e della provincia da piene medio grandi, già con tempo di ritorno TR50.

E su questi, al netto dell'indubbio avanzamento delle opere sulle arginature (soprattutto sul Secchia), avanzate soltanto dopo l'alluvione del 2014, di grandi passi avanti non ce ne sono stati. E il livello di sicurezza stabilito per piene centenarie (TR100) è lontano. Sia per il Secchia (TR20) che per il Panaro (TR50).
Elementi centrali di criticità confermati oggi dall'Assessore regionale all'ambiente e alla Protezione Civile Irene Priolo, su cui si fonda la strategia regionale per accrescere la sicurezza del nodo idraulico di Modena: arginature, sistema delle casse di espansione e sicurezza dell'intera dell’asta fluviale di Secchia, Panaro, Naviglio e dei loro affluenti. Cardini sui quali si sta lavorando dal 2014, anno orribile per l'alluvione provocata dalla rottura dell'argine del Secchia a San Matteo, nel Comune di Modena, provocando un morto e decine di milioni di danni ai comuni di Bastiglie e Bomporto, e che mise in luce, se ce n'era bisogno, il precario stato dell'intero sistema idraulico modenese.

Da quel momento i lavori per arginare quanto meno i pericoli nei tratti più a rischio iniziarono come non mai, dopo 30 anni di sostanziale immobilismo. Lavori programmati per 170 milioni di euro, divisi tra grandi e piccoli interventi. 

Iniziamo dal Secchia dove la pulizia dell'alveo, l'innalzamento ed il rafforzamento degli argini nel tratto da Ponte alto fino a Bastiglia (la prospettiva è arrivare al confine regionale), non riesce a compensare l'inadeguatezza di una cassa di espansione, dimensionata di fatto alla laminazione di piene piccole (TR20) simili a quella del dicembre 2020 e, appunto, inadeguata nel caso di piene medie (TR50) e oltre. In quel caso l'acqua non trattenuta dalla diga sarebbe tale da arrivare a raggiungere la sommita degli argini a valle. Non a caso gli argini a valle della cassa di espansione Secchia sono stati i primi, dopo il 2014, ad essere stati rialzati quasi in via d'urgenza.
Il punto su questi interventi sul tratto dell'asta Secchia, l'Assessore regionale all'ambiente e alla Protezione Civile Irene Priolo, il responsabile per Modena dell'Agenzia regionale di Protezione Civile Francesca Lugli, insieme alla direttrice dell'agenzia Rita Nicolini, lo hanno fatto questa mattina a Ponte Alto, a Modena, 'dove 2 milioni di euro sono stati investiti a cura di Aipo, tra 2017 e 2019, per la realizzazione del nuovo argine destro del fiume Secchia, per la riprofilatura del fondo alveo al fine di incrementare la capacità di deflusso del corso d’acqua e l’arretramento dell’argine di cui è stata allargata la sezione. Le opere sugli argini di Secchia (e parzialmente la Cassa) sono state finanziate per 31,82 milioni. Il primo lotto (13 milioni di euro) comprende il tratto di argine a monte, dal comune di Campogalliano all’attraversamento TAV in comune di Modena, che ha visto la realizzazione di opere di rialzo e ringrosso già concluse per 6 milioni 700 mila euro. 

In merito alla Cassa di espansione Secchia, dopo il via libera alla Valutazione di impatto ambientale ottenuto a febbraio 2022, è in fase di redazione il progetto esecutivo di adeguamento di argini e opere di regolazione a piene con tempo di ritorno di 50 anni. Sarà pronto entro l’anno e prevederà 3 stralci funzionali, dal valore di circa 50 milioni, per ampliare il volume di laminazione a 23 milioni di metri cubi d’acqua, rispetto ai 16 milioni attuali.

Panaro
Spostandosi sul Panaro, dove la cassa di espansione è adeguata, dopo il 2012 al contenimento e al taglio di piene anche TR50, le attività di visita ai cantieri sono proseguite tra Castelfranco e Nonantola, nel luogo della rotta del 2020, dove le difese spondali sono state ripristinate da Aipo. 
Poi è stata visitata l’area del Panaro tra Spilamberto e Vignola dove l’Agenzia regionale di Protezione civile ha curato una pluralità di opere di consolidamento delle sponde e ripristino dell’officiosità idraulica per aumentare la capacità di laminazione dell’alveo del Panaro, per un valore totale di 2 milioni e mezzo di euro. L’ultimo intervento avviato, ora in ultimazione, riguarda la costruzione di una scogliera per ripristinare e mettere in sicurezza alcuni tratti di sponda, sia in sinistra che in destra idraulica, in stato di grave erosione.
'In generale, sul fronte delle arginature del fiume Panaro - affermano i responsabili regionali - sono completamente ultimati gli interventi per il rialzo e ringrosso delle difese di Panaro per un totale di 20 milioni di euro'

Naviglio
Sul Naviglio non ci sono garanzie su nessuno dei due cardini per garantire sicurezza. Da un lato è sparito dall'orizzonte di breve e medio periodo il progetto di sollevatoreche in caso di piena del Panaro, e conseguentemente del Naviglio che in esso non potrebbe scaricare, 'solleverebbe' le acque di quest'ultimo per scaricarle nel primo. Dall'altro c'è un ulteriore rinvio nella messa in opera del grande bacino di territorio depresso dei prati di San Clemente, tra i comuni di Bastiglia, Modena e Bomporto, dove l'acqua del Naviglio verrebbe fatta defluire in caso di piena.'Ad aprile 2022 - ha specificato l'Assessore Priolo - si è proceduto ad aggiornare la programmazione di interventi per 40 milioni di euro con una manovra che ha destinato 19 milioni al Consorzio di bonifica Burana per completare la Cassa' 

Su Cassa espansione Secchia e Naviglio l'assessore Priolo risponde alle nostre domande



Altre aree
Il sopralluogo di Assessore regionale, responsabili Aipo e Agenzia Regionale di Protezione Civile, accompagnati da autorità locali, tra cui presidente della provincia e sindaci di Modena, Bastiglia e Nonantola, ha preso avvio dalla Briglia San Michele a Sassuolo, interessata da fenomeni di erosione e scalzamento. In tutto sono stati investiti 1 milione e 600mila euro per due stralci di lavori: il primo (1,1 milioni), tra 2019 e 2020 ha permesso il rifacimento del paramento di valle; il secondo (500mila euro), svolto tra ottobre 2020 e giugno 2021, ha riguardato la realizzazione di una controbriglia al piede a sostegno e consolidamento dell’intero sistema.

Nello specifico di Modena, per la protezione dal possibile rigurgito del fiume Panaro nella confluenza con il Tiepido, nell'area della Fossalta, è stato completato il primo stralcio dei lavori per l'innalzamento delle arginature del Tiepido, per evitare, in caso di piena, l'esondazione del torrente così come capitò nel dicembre 2020 con l'allagamento di decine di abitazioni, attività commerciali, industriali e della ristorazione della zona

Nel video i lavori per la protezione dalle esondazioni della Fossalta



Investimenti futuri
Il pacchetto da 170 milioni di euro stanziati per finanziare i lavori dal 2014, comprende opere di messa in sicurezza dei tratti non arginati del Secchia (circa 6 milioni e mezzo); l’adeguamento di opere strutturali sul fiume Panaro e lavori per accrescere la capacità di laminazione del corso d’acqua (3 milioni e mezzo).

Gianni Galeotti

Nella foto, il sopralluogo a Ponte Alto. Da sinistra, l'assessore Priolo (giacca blù), la direttrice dell'agenzia regionale di Protezione Civile Rita Nicolini,e la responsabile della sezione modenese dell'agenzia Francesca Lugli


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