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'A gh'avóm finalmènt na cà nóva'

'A gh'avóm finalmènt na cà nóva'
'A gh'avóm finalmènt na cà nóva'
'A gh'avóm finalmènt na cà nóva'
'A gh'avóm finalmènt na cà nóva'

Nei saloni ristrutturati di Palazzo Solmi, in via Emilia Centro la nuova sede della Società del Sandrone, nuova casa della famiglia Pavironica. A quattro anni dallo sfratto dalla precedente sede. Oggi la presentazione. Sabato apertura a tutti i cittadini con corteo di auto storiche fino alla nuova dimora


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C'è tutto, soprattutto tanta storia della società del Sandrone ma in parallelo della storia di Modena. Non solo perchè Palazzo Solmi rappresenta la storia di Modena, ma perchè all'interno gli spazi completamente ristrutturati sono stati arredati con foto e cimeli e quadri che percorrono la storia della società del Sandrone che è tutt'uno con quella culturale della città.

Ma soprattutto ci sono loro, i padroni di casa. Sandrone, sua moglie Pulonia e il figlio Sgorghiguelo che brinda contento: 'A gh'avóm finalmènt na cà nóva', tradottto dal dialetto, 'Finamente abbiamo una nuova casa'.

La nuova sede è stata inaugurata questa mattina, venerdì 25 settembre, alla presenza delle autorità cittadine, a partire dal sindaco Massimo Mezzetti, insieme appunto a Sandrone e alla Famiglia Pavironica, a Giancarlo Iattici, presidente della Società del Sandrone, al segretario quasi centenario Nando Sassi e ai componenti del Consiglio della società. Presente anche una delegazione delle Società centenarie. Simbolico passaggio delle chiavi della nuova casa dalle mani de sindaco a quelle del presidente Iattici seguita da taglio del nastro e visita alla sede.

Una apertura attesa che nella giornata di sabato 26 settembre, potrà essere condivisa con tutta la cittadinanza, alla presenza della famiglia Pavironica, padrona di casa
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e la visita di maschere ospiti a bordo di Ferrari, Maserati e Lamborghini in corteo da piazzale San Francesco insieme alla Banda cittadina fino a Palazzo Solmi e l'apertura della nuova casa a tutta la cittadinanza.

'Il Sandrone ritrova casa - sottolinea il sindaco Mezzetti - e siamo felici che questo avvenga qui, a Palazzo Solmi, un luogo che ben conosce. L'attività della Società potrà ulteriormente consolidarsi e proseguire in sale rinnovate che hanno fatto parte della sua storia. Quella di oggi è stata una mattina di festa e condivisione assieme alla famiglia Pavironica e a tutti gli amici di questa peculiare esperienza modenese. I lavori di riqualificazione realizzati dal Comune, particolarmente complessi e minuziosi, come richiede un edificio del genere, restituiscono uno stabile dove troveranno in futuro sede anche uffici dell'Amministrazione. A Sandrone e famiglia garantiamo che saremo vicini discreti, anche per non offrire ulteriore materiale al tradizionale sproloquio di Carnevale'.

'Per quattro anni, da quando abbiamo lasciato la vecchia sede, siamo stati costretti a svolgere l'attività a regimi ridotti', commenta Giancarlo Iattici. 'Ora ci insediamo nella nuova sede della società dove avremo spazi adeguati e riprenderemo gli itinerari scolastici in collaborazione con le scuole, gli incontri culturali insieme all'associazionismo e avremo l'opportunità di incrementare la diffusione del dialetto modenese.
Ringraziamo l'Amministrazione: siamo molto felici e pieni di entusiasmo per questo nuovo inizio'.
Per Sandrone e la Famiglia Pavironica è un po' un ritorno a casa: il balcone su via Emilia centro di Palazzo Solmi, da cui, si dice, si sia affacciato Napoleone in visita alla città nel 1797, ospite dell'allora proprietaria famiglia Rangoni, fu sede per lungo tempo di molti dei primi Sproloqui. I discorsi di Sandrone, infatti, presero avvio a fine '800 prima nella sede della Fratellanza, poi davanti alle varie sedi della Società del Sandrone, e a seguire appunto Palazzo Solmi.

Palazzo Solmi, edificio settecentesco che prende il nome dall'ultima famiglia che ne ha avuto il possesso prima del trasferimento al Demanio e che è stato ceduto da quest'ultimo al Comune di Modena, è stato oggetto di intervento di riqualificazione a cura del Comune di Modena. I lavori, del valore di circa 3 milioni 200 mila euro, di cui 2 milioni 500 mila derivanti da mutuo erogato dall'Istituto per il Credito sportivo, hanno riguardato interventi strutturali puntuali, la realizzazione dell'impianto elettrico, di videosorveglianza, antintrusione, di riscaldamento e raffrescamento, oltre all'approntamento di tutto il sistema antincendio.
Sono state eseguite le opere di restauro della boiserie della Sala degli Specchi, le opere di finitura con le lavorazioni alle pareti, la posa di nuovi infissi interni, della struttura in ferro e vetro a chiusura del loggiato interno al primo piano, e di nuova pavimentazione, oltre alla realizzazione delle scale di servizio e al montaggio di due ascensori che collegano i vari piani del palazzo, alla completa ripavimentazione del cortile cinquecentesco e della corte principale cui si accede dall'androne centrale. È stata inoltre apposta una illuminazione esterna che valorizza la magnificenza architettonica dell'edificio.
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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