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Sanitari non vaccinati sospesi: l'associazione Codici ricorrerà alla Consulta

Sanitari non vaccinati sospesi: l'associazione Codici ricorrerà alla Consulta

Parla a La Pressa il Presidente Giacomelli: 'Con assenza di dati su pandemia ed effetti vaccino non ci sarebbero le condizioni per decisioni cos?'


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Alla base ci sta non una linea no-vax, contro i vaccini, bensì contro l'obbligo rispetto al vaccino vaccini contro il Covid 19. Vaccini al centro della campagna vaccinale globale, la prima ad essere messa in campo in assenza di dati sulle possibili conseguenze a medio e lungo termine. Vaccini resi di fatto obbligatori per certe categorie, pur in assenza di dati su efficacia da un lato e pericolosità della pandemia dall'altro, o almeno tali giustificare la sospensione dell'attività lavorativa di chi non si sottopone al trattamento sanitario. A grandi linee sono queste le ragioni alla base del ricorso che l'Associazione nazionale Codici intende fare alla Corte Costituzionale dopo avere raccolto centinaia di adesioni da medici ed infermieri in tutta Italia, tra cui diversi anche in Emilia-Romagna.

'Parliamo di vaccini approvati al termine di un iter particolare, che potremmo definire straordinario rispetto alle procedure tradizionali' - dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici - 'e invece di tenerne conto, di considerare i fenomeni avversi che purtroppo continuano a registrarsi, si è deciso di rendere obbligatorio il vaccino, mettendo il personale sanitario di fronte ad un bivio: o corri il rischio o sarai sospeso. È semplicemente assurdo, oltre che profondamente grave ed ingiusto.
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Per questo abbiamo deciso di fornire assistenza legale a chi non vuole sottoporsi al vaccino Covid19, a chi chiede di poter scegliere liberamente a fronte di dubbi più che legittimi sulla vaccinazione, e per questo abbiamo deciso di impugnare l’ennesimo provvedimento calato dall'alto che ignora diritti basilari'

Per il Presidente Giacomelli, raggiunto telefonicamente da La Pressa, un precedente giuridico potrebbe essere quello dato dalle sentenze del tar rispetto ai ricordi presentati, anche in Emilia-Romagna, rispetto alla chiusura delle scuole, rispetto a ricorsi presentati da genitori ed insegnanti. In soldoni, nei diversi casi, i giudici del tribunale amministrativo regionale accolsero i ricorsi giudicando insufficienti i dati dell'emergenza pandemia assunti a supporto della decisione di introdurre provvedimenti restrittivi rispetto a diritti, come quello all'istruzione, costituzionalmente garantiti.

'Il nostro obiettivo è comunque di avere dati sulla reale portata della pandemia e su quanto questi giustifichino provvedimenti restrittivi del genere. Dati che ad oggi non è dato conoscere'

“La sospensione ex lege dall'esercizio della professione sanitaria e dalla prestazione dell'attività lavorativa per i sanitari che non vogliono sottoporsi al vaccino è una decisione spropositata oltre che grave, perché da una parte nega la libertà di scelta dell'individuo e dall'altra non tiene minimamente conto delle ragioni che portano gli operatori sanitari a non vaccinarsi.
Non si tratta di una battaglia no vax, ma di una posizione critica assunta da professionisti che invece di essere puniti andrebbero ascoltati dai vari Ordini dei Medici.
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