Una delle questioni più sentite riguarda la viabilità. Il Comitato chiede l’introduzione immediata di un divieto di transito per i mezzi pesanti superiori a 6 tonnellate lungo via Sant’Anna e via Campo Botti, comprese le aree davanti alla scuola. 'La situazione è ormai insostenibile – spiegano i rappresentanti – il passaggio costante di camion, aggravato dai cantieri in corso, mette a rischio la sicurezza di residenti e studenti e rende la vita quotidiana molto più difficile'. Una soluzione, secondo il Comitato, potrebbe arrivare dall’attivazione dei percorsi alternativi, già promessi dall’Amministrazione ma mai concretizzati.Non meno urgente è il tema ambientale. Il Comitato punta l’attenzione sulla vasca di laminazione prevista all’interno del comparto CPC. 'È impensabile – si legge nella nota – che le acque piovane provenienti da tetti e piazzali industriali finiscano nella vasca senza alcun trattamento preliminare'. Si chiede perciò l’installazione di un sistema di depurazione a monte e l’impermeabilizzazione completa della vasca, oltre al coinvolgimento di Hera per controlli puntuali e continuativi.Altro punto caldo: le emissioni atmosferiche. Il quartiere già convive da anni con i fumi provenienti dai camini industriali, e l’espansione del comparto CPC rischia di peggiorare la situazione. 'Chiediamo un monitoraggio continuo e in tempo reale delle emissioni dei 41 camini – spiegano i residenti – con sonde installate direttamente negli impianti e controlli a campione non preannunciati, così da rilevare in maniera attendibile eventuali sostanze pericolose come COV, formaldeide, nickel, ammoniaca e altre indicate da Arpae'. A questo si aggiunge la richiesta di attivare una Valutazione di Impatto Sanitario, per capire gli effetti cumulativi delle emissioni e del traffico sulla salute dei cittadini, soprattutto dei più fragili.
A testimoniare il disagio, anche le parole di Maria R., residente in zona da oltre vent’anni: 'Fino a qualche anno fa avevamo ancora spazi verdi, i bambini potevano giocare in sicurezza.
L’assemblea si è chiusa con un ampio sostegno ai rappresentanti del Comitato, confermati nel loro ruolo di interlocutori con l’Amministrazione. 'Non siamo contrari al progresso – hanno detto – ma serve equilibrio. Non possiamo accettare che lo sviluppo industriale avvenga a discapito della qualità della vita dei residenti. Vogliamo risposte, e le vogliamo ora'.



