Il lavoro precario e interinale sta prendendo piede anche in settori che tradizionalmente ne erano esenti, come quello dei servizi sociali pubblici. Non solo il mondo della logistica e della produzione industriale ricorre a personale esterno, bensì anche quello dell'assistenza sociale, sanitaria, al servizio dell'handicap o della terza età. Dove anche la continuità del contatto umano fa la differenza. Una tendenza che si sposta ben oltre i già consolidati appalti a cooperative di servizi. Fino all'appalto ad un soggetto esterno chiamato ad occuparsi della fornitura totale di personale in sostituzione di quello alle dirette dipendenze del comune, in caso di assenza.
In questa logica, il Comune di Modena, dall'1 ottobre, ha iniziato ad utilizzare, ed utilizzerà per i prossimi 3 anni, e nelle proprie strutture protette, personale esterno fornito da una ditta l'Orienta Spa (con sede legale a Roma ma con filiali in Emilia-Romagna e a Modena), che è si è aggiudicata l'appalto da 1,2 milioni di euro pubblicato dal Comune stesso nell'agosto scorso. Con la possibilità, per l'amministrazione, di rinnovare nuovamente l'affidamento allo stesso soggetto, fino al settembre del 2024.
Dopo la procedura di affidamento, alcune settimane fa, è arrivata ora l'aggiudicazione ufficiale del servizio. Già in vigore del 1° ottobre.
Che cosa è il mark up? Si tratta di una formula utilizzata per definire il prezzo di vendita di un prodotto o servizio considerando il costo coinvolto nella sua produzione e il margine di profitto desiderato. Di fatto, se parliamo, come in questo caso, di personale, si tratta ricarico posto dall'azienda appaltatrice rispetto ai costi vivi per il pagamento di personale, finalizzato ad un profitto. Su questo punto, dove il Comune di Modena aveva fissato una cifra da 64.800 euro (corrispondente a circa un euro per ogni ora lavorata prevista), la dittà ha applicato come detto un ribasso del 49,7% portando la cifra a 32mila euro.
Fatti sta che il ribasso è importante al punto da spingere il comune ad una richiesta di chiarimento alla ditta alla quale, in attesa delle verifiche, era stato affidata provvisoriamente la commessa. Ditta che ha giustificato il tutto con l'impiego di nuovi sistemi informativi capaci di consentire economie di gestione e di scala. Il Comune ha dichiarato di avere ritenuto le spiegazioni date esaustive e soddisfacenti, confermando come assicurata la coerenza fra offerta tecnica e prezzo.
Da qui il passaggio, dopo alcune settimane di controlli e verifiche di legge, all'aggiudicazione definitiva, per 1,2 milioni di euro. Cinquecentomila impegnati per il periodo dal 1° ottobre 2019 al 30 dicembre 2019, 400mila euro per il 2020, altri 400mila euro per il 2021.
Un appalto per la somministrazione di personale esterno che pone, al di là dei numeri e dei costi non irrilevanti e non giustificabili nemmeno in termini di risparmio (considerando che il soggetto esterno deve aggiungere costi per il comune per ottenere il guadagno rispetto ai costi per pagare il personale), ci sono questioni di carattere etico e di qualità del lavoro nel ricorso a servizi interinali.
La bibliografia sugli effetti collaterali, riguardanti l'affidamento ad agenzie interinali del lavoro nei servizi sociali, abbondano. E non è, come detto, solo una questione di soldi ma anche e soprattutto di qualità del lavoro e dell'assistenza che nel campo dei servizi sociali è fondamentale. Al di là della preparazione del personale somministrato dall'esterno, che non si vuole certo mettere in dubbio (anche se ci aspetta che il comune attivi le normali procedura di controllo), il personale stabile sembrerebbe in grado di offrire agli utenti più tempo e attenzione, oltre che una confidenza data dalla continuità del contatto, sia in struttura pubblica protetta, sia a casa. E questo, insieme al funzionamento e alle criticità del sistema pubblico di assistenza agli anziani ed alle fasce più deboli della popolazioni, potrebbe essere davvero un tema di dibattito di merito, anche politico, da porre all'attenzione del consiglio comunale.
Gi.Ga
In risposta alla nostra richiesta di approfondimento sui termini dell'appalto, con particolare riferimento alla tipologia di personale che sarà somministrato attraverso la società esterna e se questa riguarderà anche personale operante in strutture già gestite da cooperative rivolte all'Assessore ai servizi sociali, ed avanzata all'ufficio stampa, ci è stata comunicato il rifiuto a rispondere nel merito. La motivazione è legata al fatto di avere scritto i termini 'massimo' e 'ribasso' in relazione alla quota parte spettante alla ditta relative alle spese (per il Comune), non riguardanti le spese per compensi ed oneri accessori.
Il Comune specifica che si tratta di una 'offerta più conveniente', ma anziché specificarlo ufficialmente (saremmo ben lieti e disponibili di ospitare e pubblicare la replica dell'Assessore), l'ufficio stampa ha deciso di tacciarci di fake news, e di non rispondere, parlando di 'vizio di fondo' dell'articolo; vizio che costuiterebbe, a detta dell'ufficio stampa, il presupposto e la motivazione della non risposta.
Rimangono quindi inevase le risposte alle richieste di approfondimento di merito nell'applicazione di tale appalto; risposte che rimaniamo disponibili ad accogliere


