Il processo che ha portato alla condanna all'ergastolo di Gilberto Cavallini 'apre la strada per un gradino piu' alto e permettera' di andare oltre', e anche se 'aspetto a dire la parola 'mandanti', probabilmente ci saranno i primi rinvii a giudizio e questo aprira' una strada nuova che noi aspettavamo venisse aperta da 12-13 anni'. Incassata la vittoria nel processo a carico dell'ex Nar per concorso nella strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, il presidente dell'associazione dei familiari delle vittime Paolo Bolognesi guarda gia' avanti, ponendo l'accento sull'indagine della Procura generale bolognese sui mandanti dell'attentato, che fece 85 vittime e oltre 200 feriti.
Commentando la decisione della Corte d'Assise del capoluogo emiliano, Bolognesi si dice ovviamente 'soddisfatto per il comportamento dei nostri avvocati e per il lavoro dell'associazione', e sottolinea che per raggiungere questo risultato 'la chiave di volta e' stata la digitalizzazione degli atti, che ci ha permesso, anche se dopo 40 anni, di chiedere l'apertura di questo processo e delle indagini sui mandanti'. Poter incrociare i dati di vari processi, aggiunge, 'ha consentito di fare grossi passi avanti, e chi ha seguito questo processo ha visto che Cavallini poteva essere non solo condannato per l'esecuzione della strage, ma anche inserito all'interno di un sistema che vedeva i Servizi segreti italiani coinvolti a pieno titolo in questa strage'.


