'Dietro i freddi numeri si cela il buio che c’è dietro la Divisa, infatti i dati confermano che il rischio di suicidio è più alto tra chi indossa una Divisa che nella popolazione di riferimento. Come sindaccato di categoria riteniamo che debba cessare il silenzio su questo fenomeno tragico, talmente scomodo e sconveniente per le istituzioni, che preferisco ignorarlo e che invece pesa come un macigno su tutti gli operatori delle forze dell’ordine. Riteniamo che ogni amministrazione, Regione Emilia-Romagna in primis, debba porre in essere ogni azione utile a prevenire questi episodi, tra cui l’attivazione di percorsi specifici e corsi di formazione per agenti ed ufficiali della polizia locale . Assurdo, ma è così, tra le valutazioni del rischio lavorativo non è compresa quella dello stress lavoro correlato. Il più delle volte si tende a ricondurre le cause che hanno indotto al tragico gesto, unicamente alla sfera personale. Il suicidio è invece un fenomeno multifattoriale. Ammettere che il suicidio potrebbe essere derivato anche da cause attinenti al contesto lavorativo, comporterebbe conseguenze rilevanti sia in termini di responsabilità, che di mancata prevenzione, per chi gestisce un comando. Chiediamo quindi che tutte le amministrazioni e la Regione Emilia Romagna si attivino per istituire al più presto un fondo specifico per l’attivazione di questi percorsi di supporto e punti di ascolto nei singoli Comandi, dove spesso vi è assenza totale anche di benessere organizzativo. Riteniamo che la Regione su questo tema debba essere l’attore principale anche per sensibilizzare tutte le amministrazioni dell’Emilia-Romagna. Questa Segreteria, essendo molto sensibile sul tema, si rende disponibile a mettere a disposizione il proprio contributo e le esperienze e conoscenze maturate nel tempo, sul campo'.
'Il Sulpl Modena da anni sollecita l'apertura di uno sportello di ascolto per i dipendenti, in primis della polizia locale.


