'Nella giornata del 19 la Regione ha messo in campo 9000 tamponi e 1419 test sierologici riuscendo (saliti ad oltre 11.000 ieri), e mettere in quarantena 76 positivi al covid. Da qui alcune conclusioni: la prima, nelle precedenti settimane rispetto anche alla sola capacità operativa dimostrata nella giornata del 19 agosto, e quindi al di là di quella per ora solo reclamizzata da Donini e Venturi, di fatto non si sono intercettati i due terzi dei positivi intercettabili lasciando che questi due terzi di contagiati abbiano circolato e contaminato altri cittadini; la seconda, il fare così’ pochi tamponi (arrivando a farne poco più di 3.000 nei giorni prossimi a Ferragosto) nelle settimane precedenti non è frutto evidentemente di un’incapacità assoluta ma o di una volontà di tenere i numeri dei positivi rilevati bassa durante il clou del periodo turistico oppure all’incapacità di assicurarsi come Regione e Servizio Sanitario, con accordi economici organizzativi con chi i tamponi ed i test li deve materialmente fare e processare, la piena operatività anche nelle prime due settimane di agosto.
E’ chiaro che in entrambe queste due ultime ipotesi chi non ha fatto per tempo ciò che gli competeva per incarico debba prendere atto delle controindicazioni gravi e conseguenti ai propri comportamenti istituzionali.
L’assessore Donini, in risposta ai Comitati e al Codacons, ha poi affermato, tra le altre cose, che in realtà le nostre lamentele sono infondate in merito alla mancata attività di screening nel mese di luglio e nella prima metà di agosto sulla riviera romagnola in quanto era in funzione un’unità mobile per far tamponi ma anche qui a fronte di un incremento di milioni di presenze sulle riviera affermare con orgoglio di aver fatto quanto era necessario mettendo in campo una sola unità mobile è a dir poco risibile ed
Di fatto la Regione Emilia Romagna in piena emergenza covid economico, finanziaria, sociale e sanitaria ha deciso in ogni caso che le ferie estive sono sacre chiudendo di fatto i battenti come facevano le industrie negli anni 70” quando a Bologna da un lato di via Indipendenza zona autostazione potevi sentire tanto era deserta e silenziosa la città chi ti parlava da Piazza Maggiore. Gli assessori da quanto ci è dato sapere lavorano in queste settimane in vacanza solo in smart working …. Ma mentre il palazzo della Regione è di fatto deserto la sede del CODACONS che non ha mai chiuso un solo giorno per non venire meno come supporto a chi in questa fase si trova in grave difficolta economico finanziarie e sanitarie.
Forse i dirigenti della Regione speravano che alche il virus almeno per le prime due settimane di agosto chiudesse anch’esso i battenti e si mettesse in ferie evitando di fare nuovi contagi?'
Da ultimo si sottolinea che sia i comitati che il CODACONS i quali nonostante un proprio costante contributo
di
accaduto e sta accadendo, ad oggi a distanza di oltre un mese dalla pec ed email con cui era stato chiesto a
tutti i gruppi i consiliari in Regione un incontro hanno per ora ricevuto di tutto il centro sinistra la sola
disponibilità del gruppo dei Verdi ad un incontro mentre tutti gli altri gruppi dell’opposizione hanno ritenuto
importante confrontarsi almeno per un’ora o poco più con noi, ultimo dei quali il gruppo di Forza Italia da cui
verremo ricevuti nei prossimi giorni. Attendiamo fiduciosi'
Il caso Cra: anziani soli
'Un altro aspetto attuale e preoccupante nella vicenda pandemia che è quello legato agli anziani ricoverati in rsa o cra che ancora in questi giorni non riescono ad avere un costante contatto con i propri familiari e questo anche se muniti di tamponi fatti il giorno prima mentre altri purtroppo non riescono nemmeno a farsi fare il tampone.
Tutto questo - segnalano comitati e Codacons - crea inevitabilmente una situazione di grave disagio soprattutto per gli anziani ospiti di Rsa e Cra affetti da demenza senile i quali rischiano in questo modo di perdere le ultime capacità cognitive tese a riconoscere i propri parenti più prossimi. Tale situazione dispiace dirlo, perché sembra che ci si voglia accanire contro al Regione, è frutto del fatto che sia la Regione che il Servizio Sanitario Regionale invece di
regolamentare in modo più preciso come debbano operare in questa fase le singole rsa e cra ha dato loro
unicamente delle linee guida piuttosto vaghe che fanno si che alcune di queste strutture possano adottare
criteri che di fatto non contemperino il bisogno di sicurezza sanitarie e l’esigenza di contatto sociale degli
anziani.
Un soluzione auspicabile - conclusono - sarebbe quella di dare regole più precise e di garantire da apre del servizio sanitario
a tutti i parenti di poter effettuare prima delle visite programmare ai propri casi due tamponi di controllo ed
il test sierologico. O qualora ciò non fosse possibile di permettere quanto meno a chi desidera di farli presso
strutture private ( in svizzera il tampone costa poco meno di 30 euro e viene effettuato e consegnato in meno
di 48 ore)'


