'Fin ora abbiamo visto solo il tentativo continuo di smantellare le tutele per i lavoratori della categoria, in particolare in materia di lavoro usurante con l’innalzamento dell’età per accedere alla pensione. Quello che andrebbe fatto è mettere in discussione il sistema degli appalti, che brucia miliardi a favore di padroni, cooperative e consorzi: un fenomeno che sta portando il sistema del trasporto pubblico locale al collasso, tramite la privatizzazione e la messa a profitto di un servizio essenziale. E’ opportuno comunque fare delle considerazioni importanti per quanto sta succedendo in SETA, dove per la stessa giornata era stato proclamato uno sciopero aziendale' - sottolineano i rappresentanti sindacali locali e nazionali di USB Giovanni Miele e Sebastiano Taumaturgo.
'Nell’incontro che si è tenuto nella mattinata di ieri con SETA SpA, rappresentata dal Direttore Risorse Umane e dalla Responsabile Relazioni Industriali, in presenza di alcune Lavoratrici e Lavoratori, l’azienda chiedeva collaborazione per tutte le problematiche che stanno portando alle continue dimissioni del personale, ma quanto si presentavano i punti delle nostra piattaforma, per migliorare le condizioni di lavoro (in particolare per la turnazione del personale viaggiante) e salariale, la risposta è stata nuovamente l’impossibilità per le risorse insufficienti'.
'Seta ha comunque ammesso che il risparmio per un servizio svolto con un considerevole numero di personale in meno, può portare ad una intesa per un accordo, no per migliorare le condizioni di tutti, ma per continuare ad incentivare il lavoro straordinario. Apprendiamo invece dagli organi di stampa che le OO.SS. modenesi Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Faisa Cisal e UGL, sospendono lo stato di agitazione per un presunto accordo per migliorare le condizioni lavorative e salariali, con un primo tavolo previsto per il prossimo 3 ottobre. Ma a questo punto dove sta la verità? USB L.P.


