Non è necessaria la prenotazione: basta presentarsi con documento di riconoscimento e tessera sanitaria.L’iniziativa è realizzata con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Modena, che per l’occasione illuminerà di verde le fontanelle di Piazza Roma, richiamando il colore simbolo della campagna mondiale di sensibilizzazione.La vaccinazione contro l’HPV rappresenta uno strumento di prevenzione efficace e sicuro. Proteggersi significa ridurre drasticamente il rischio di sviluppare tumori legati al Papilloma virus, che possono colpire sia donne che uomini.
Il vaccino anti-HPV è la forma più efficace di prevenzione contro le infezioni da Papilloma virus, responsabili della maggior parte dei tumori del collo dell’utero e di altre neoplasie (ano, pene, vulva, orofaringe).La vaccinazione verrà erogata gratuitamente ad alcune categorie di persone secondo le indicazioni della Regione Emilia-Romagna: tra queste, le ragazze e i ragazzi fino al compimento dei 26 anni, (femmine nate dal 1996 e maschi nati dal 2006) e mai precedentemente vaccinati. L’elenco delle categorie per cui la vaccinazione è gratuita o a pagamento e le informazioni complete sul vaccino sono disponibili sul sito dell’Ausl di Modena: www.ausl.mo.it
E’ riscontrato che la vaccinazione delle ragazze adolescenti è l’intervento più efficace a lungo termine per ridurre il rischio di sviluppare il carcinoma del collo dell’utero ed è per questo che, ormai da diversi anni, la Regione Emilia-Romagna offre la vaccinazione
Vaccinazione a chi, perché e come
E' gratuita contro il Papilloma virus alle ragazze e ai ragazzi che hanno compiuto 11 anni. La chiamata avviene tramite una lettera intestata ai genitori del minorenne che le Pediatrie di comunità dell’Azienda USL di Modena inviano alla residenza del paziente oltre ad inviare un sms come promemoria sul cellulare di uno dei due genitori con le indicazioni dell’appuntamento (giorno, ora e luogo). La somministrazione consiste in due dosi a distanza di sei mesi l’una dall’altra.Secondo le indicazioni regionali la vaccinazione viene offerta gratuitamente anche ad altre categorie di persone: i ragazzi con anno di nascita dal 2006 e le ragazze con anno di nascita dal 1999 (entrambi si possono vaccinare fino al giorno prima del 26esimo compleanno),
Nel 2024 sono state vaccinate dall’Ausl di Modena con almeno una dose circa duemila e seicento donne su un totale di tremila e seicento nate nel 1999 (quindi 25enni) invitate a vaccinarsi. La copertura vaccinale è stata quasi del 73%. Per quanto riguarda le ragazze e i ragazzi che hanno compiuto 11 anni nel 2024, la copertura vaccinale complessiva è stata pari all’83% con un’equa distribuzione tra maschi e femmine. Nel 2025 prosegue l’impegno dell’Ausl di Modena nella prevenzione delle infezioni da HPV: dall’inizio dell’anno vengono invitati i minori che hanno compiuto 11 anni ed è iniziata a novembre la nuova campagna vaccinale per le donne nate nel 2000 mai vaccinate in precedenza.
L’altro strumento per combattere il tumore del collo dell’utero è lo screening, che viene effettuato con due modalità: il Pap Test per le donne da 25 a 29 anni da ripetere ogni 3 anni e l’HPV test da 30 a 64 anni, da ripetere ogni 5 anni.
Screening
In provincia di Modena l’adesione delle donne allo screening del collo dell’utero (rilevazione a giugno 2025) è pari al 74%, dato in leggero aumento rispetto all’anno precedente, posizionando la provincia al secondo posto in regione per numero di adesioni.Nel dettaglio, nel 2024 sono circa 48mila le donne invitate dall’Azienda USL di Modena allo Screening (sia per Pap test sia per HPV test). Il valore aggiunto dello Screening è rappresentato dalla presa in carico totale della donna che viene accompagnata da professionisti qualificati in ogni tappa del percorso di prevenzione, dal test di primo livello fino agli eventuali approfondimenti e trattamenti che si rendano necessari. Grazie allo screening nel 2024 sono state diagnosticate 164 lesioni di alto grado, (dati Ausl estratti dal programma di screening) ovvero le lesioni per cui è indicato un intervento di asportazione (conizzazione) perché raramente regrediscono da sole, non esistono farmaci utili per trattarle e potrebbero nel tempo evolvere in lesioni tumorali maligne.Gli interventi di conizzazione vengono eseguiti in anestesia locale in ambulatori collocati in varie sedi della provincia grazie alla collaborazione e integrazione dei professionisti sanitari in una rete che consente di dare alla donna la risposta nel minor tempo possibile e più vicina al luogo in cui vive.
Va infatti sottolineata l’importanza del lavoro di rete del sistema screening tra i professionisti territoriali e i nodi ospedalieri delle tre Aziende sanitarie, una costante collaborazione per ottimizzare il percorso di prevenzione e cura.
Proprio in quest’ottica di collaborazione e condivisione a livello provinciale ogni mese i professionisti sanitari si incontrano per discutere insieme i casi più complessi e impostare la strategia più appropriata per la paziente.



