Sul virus, insomma, sembra già aleggiare lo spettro dello stigma sociale, così come fu per l’AIDS. “Il vaiolo delle scimmie è una malattia anche a trasmissione sessuale, ma non omosessuale. Casualmente - ha ribadito Vella - alcuni di questi casi hanno riguardato omosessuali, ma è troppo presto per dire qualsiasi cosa. Figuriamoci se il virus va a vedere di che genere sei…”.
Ma è possibile che già in passato, in Italia, si siano verificati casi di vaiolo delle scimmie? “Difficile, la diagnosi è così visibile che lo escluderei - ha risposto l’infettivologo alla Dire - In passato, invece, si sono già verificati casi in Europa”.
E se dovesse crescere il contagio umano del vaiolo delle scimmie, pensa sarebbe necessario ricorrere ad una nuova campagna per il vaccino? “Escluderei anche questo - ha risposto ancora Vella - non sarebbe per niente costo-efficace per una malattia relativamente benigna ricominciare a fare la vaccinazione contro il vaiolo, anche se nulla si può escludere nella scienza. Però adesso ‘giù la testa’, stiamo calmi, non c’è nessun allarme”.
Cosa sappiamo, intanto, del vaiolo delle scimmie? “Sappiamo che esiste da sempre e spesso è passato agli uomini direttamente dalle scimmie oppure dai roditori, perché questi salti di specie, i cosiddetti ‘spillover’, avvengono frequentemente attraverso degli ospiti intermedi, lo stesso è accaduto con il Coronavirus o con l’Ebola. Casi sporadici di importazione, anche se pochi, ne sono avvenuti quindi anche in passato”. In Africa per esempio hanno avuto migliaia di casi, ma “la differenza, ora, è che ci sono parecchi casi, tra l’altro isolati, in diversi Paesi europei, e alcuni, come stiamo vedendosono sicuramente di importazione”.
Quanto alla trasmissione, ma anche questo “era già noto”, può essere interumana, cioè “il virus può essere trasmesso attraverso contatti strettissimi, come un rapporto sessuale oppure toccando le lesioni cutanee delle persone infette, così come per via aerea.
Quanto ai sintomi, ha spiegato ancora l’infettivologo, “dopo una lunga incubazione, arriva la febbre, quindi si manifesta un rush cutaneo con vescicole o papule, cioè delle lesioni in rilievo. Qualcuno ha parlato anche di ingrossamento delle ghiandole, ma questo non è un segno patognomonico, perché tutte le infezioni lo provocano”.


