Articoli Società

Zona rossa fino al 3 gennaio, cosa posso fare (e non fare), oggi

Zona rossa fino al 3 gennaio, cosa posso fare (e non fare), oggi

La fase di zona rossa valida all'interno del periodo di festività, continua fino a domani, 3 gennaio


1 minuto di lettura

Nel continuo alternarsi di fascia arancione e rossa, all'interno dell'ampio periodo di festività natalizie fino al 6 gennaio, è utile ormai segnare e ricordare sul calendario, quotidianamente, cosa si può e non si può fare in un determinato giorno. Oggi, 2 gennaio, l'Emilia-Romagna, insieme a tutta l'Italia, è in zona rossa. E lo sarà fino al 3 gennaio. Di seguito una sintesi di cosa si può (e non si può), fare oggi, 2 gennaio

Cosa posso fare

  • andare a fare acquisti nei supermercati (anche fuori dal mio Comune di residenza) con autocertificazione,
  • fare attività fisica all’aperto o fare una passeggiata nei dintorni della mia abitazione,
  • andare dal parrucchiere o dal barbiere,
  • effettuare l‘asporto di cibi o bevande da ristoranti o pizzerie fino alle ore 22,
  • fare visita ad amici o parenti fuori dal mio Comune, una sola volta al giorno dalle ore 5 alle ore 22, in un massimo di 2 persone (al netto dei ragazzi con meno di 14 anni),
  • fare volontariato,
  • andare in Chiesa.

Cosa non posso fare

  • spostarsi in una Regione diversa da quella di residenza o spostarsi all’interno o all’esterno del proprio Comune senza un giustificato motivo,
  • organizzare feste private,
  • andare al bar, ristorante o pizzeria,
  • andare a fare shopping nei negozi o nei centri commerciali,
  • uscire durante l’orario di coprifuoco (ad eccezione di motivi di lavoro, salute o necessità).

 

Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.