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M5S Fiorano 'La grande distribuzione organizzata come la piovra, con i suoi tentacoli stritola l’economia distrettuale'

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Sono pesanti le parole del M5S fioranese, che seguono di qualche giorno quelle altrettanto nette e pesanti della Faib-Confesercenti. Insieme manifestano una netta contrarietà alla realizzazione nell'area commerciale da 87.000 metri quadrati dell'ex Cisa-cerdisa di un distributore a marchio Coop. Secondo i pentastellati 'il potere commerciale ed economico di questi mostri va arginato: bisogna invertire la rotta; se la politica non risponde, allora tocca ai cittadini'


M5S Fiorano 'La grande distribuzione organizzata come la piovra, con i suoi tentacoli stritola l’economia distrettuale'

Sono pesanti le parole del M5S fioranese, che seguono di qualche giorno quelle altrettanto nette e pesanti della Faib-Confesercenti (Sassuolo, Faib-Confesercenti: contrari al distributore GDO nell'area ex-Cisa Cerdisa). Insieme manifestano una netta contrarietà alla realizzazione nell'area commerciale da 87.000 metri quadrati dell'ex Cisa-cerdisa (Ex Cisa Cerdisa: via libera dalla Provincia all'area commerciale da 87.000 metri quadrati)  di un distributore a marchio Coop. Secondo i pentastellati 'il potere commerciale ed economico di questi mostri va arginato: bisogna invertire la rotta; se la politica non risponde, allora tocca ai cittadini'.

La nota del M5S: 'Già qualche mese fa ci siamo occupati del proliferare di centri commerciali nell’area del distretto ceramico sollevando alcuni dubbi. Questa mattina apprendiamo dalla stampa che Faib – Confesercenti, già pronunciatasi lo scorso maggio, “ribadisce il suo no categorico all’installazione dell’impianto del distributore Coop nell’area dell’ex Cisa-Cerdisa.”

Bene! Era ora che la società civile desse un segno di vita... ci sentiamo meno soli! Ma non basta. Purtroppo fino ad oggi siamo stati come Pandora, ogni vaso che abbiamo aperto è finito per destare indignazione perché siamo quelli del NO! Quelli sempre contro: almeno così dicono i “master of universe” della politica locale e non solo. Invece, se due indizi fanno una prova, ci abbiamo sempre visto lungo.

In troppi ancora li seguono nonostante le numerose dimostrazioni che questi signori non lavorano a favore del cittadino e quindi dell’interesse diffuso, ma solo e soltanto per il potere economico o dove questo è concentrato. Il pd a tutti i livelli sostiene il liberismo come un qualunque partito di destra, come faceva il fascismo che sosteneva l’aristocrazia e gli industriali... al popolo briciole o per meglio dire “panem et circenses”.

La Gdo, dopo aver “ammazzato” il piccolo negozio di vicinato, con la complicità politica, dopo aver svuotato il centro storico di Fiorano Modenese, si accinge a “eliminare” anche un’altra categoria di lavoratori che con tanti sacrifici e prescindendo dalla stagione, è sempre pronto ad accogliere il cliente... Fare il commerciante come l’operaio, oggi significa essere eroi!

Se abbiamo questa ennesima spada di Damocle sul collo, è tutto grazie all’eccessivo prezzo (solo in Italia rispetto all’Europa) al litro, su cui pesano ancora imposizioni del passato; alle pressioni del garante per la concorrenza e quelle europee che spingono affinché il prezzo dei carburanti italiani cali; nonché ai furono scellerati governi, prima Letta e poi Renzi.

Infatti, secondo un procedimento comunitario di infrazione ('Eu Pilot') introdotto il 1° gennaio 2014 (Letta) e convertito in legge in Italia il 30 ottobre successivo (Renzi), è prevista la riduzione dei tanti distributori sul territorio nazionale e il riordino del settore, provvedimento che passa attraverso l'ingresso sul mercato di impianti automatizzati: eliminare qualche gabella dello scorso secolo no? Figuriamoci.

La GDO come la “piovra”, con i suoi svariati tentacoli che stritolano i vari settori economici fino a spolparli, si è buttata nella mischia, con l’intenzione di concentrare su di sé tutta la clientela. In pratica la GDO in regime di monopolio, detterà regole e prezzi: già fa il “bullo” con i piccoli agricoltori, adesso è la volta dei distributori di carburante. Questi imprenditori, se vorranno provare ad essere competitivi sul mercato dovranno calare i loro già bassissimi introiti sul prezzo finale , in media 3,5 centesimi di euro al litro. L'alternativa? Come già ha detto il presidente provinciale della Faib, i gestori saranno costretti a tagliare sul personale per provare a resistere con tutte le ripercussioni sulle famiglie.

In pratica si scarica sul lavoratore e sui cittadini, ma siamo ormai abituati a vederlo in tanti settori, l’alto costo dei carburanti spacciando come un beneficio al risparmio, la realizzazione di questa tipologia di impianti, funzionanti h24, che per la legge, sono previsti solo e soltanto al di fuori dei centri abitati. Evidentemente per evitare un’assurda concorrenza sleale nei confronti di altri gestori e dei lavoratori.

Purtroppo la politica nazionale, troppo americanizzata, con questa assurda concentrazione economica, sta diventando deleteria per il tessuto finanziario italiano, quello del made in Italy, formato per lo più da piccoli e medi imprenditori che con il supporto e collaborazione familiare, hanno dato lustro al nostro paese. Sfortunatamente, la politica nazionale porta avanti da troppi anni la pratica del “dividi et impera” e, nonostante l’Emilia Romagna sia ancora definita “una regione rossa”, non si nota l’indignazione dei cittadini a questi continui giochi al massacro. Non c’è più coesione sociale, non c’è quel senso di appartenenza che permette di difendere il diritto “dell’altro” per salvaguardare anche il mio e me stesso. Qui di rosso, c’è solo il colore “dei sacrifici” che i cittadini, noi tra loro, fanno per sbarcare il lunario e sopperire alla pressione di uno Stato, ma soprattutto di un governo sempre più “kapò”, che nasconde e tiene per sé le leccornie in cantina (alla faccia dei cittadini), ma distribuisce miliardi agli amici degli amici e alle banche.

Questi mostri, questa concentrazione di economia nelle mani di pochi va fermata. Se la politica non risponde, allora i cittadini di tutte le categorie sarebbe ora che rispondessero compatti a questi soprusi, autorizzati da regole e leggi create ad hoc per favorire i grandi capitali.

Come Movimento 5 Stelle, non possiamo che sostenere le preoccupazioni dei tanti gestori di impianti di distribuzione e dei loro rappresentanti di categoria. Di fatto, a causa del procedimento Ue, vengono eliminati vincoli o limitazioni all'utilizzo continuativo degli impianti ghost con tutte le ricadute economiche che ne deriveranno sull'intero distretto ceramico.

 



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