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'Marano, più basso debito pubblico dall'entrata in vigore dell'euro'

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L'assessore al Bilancio del Comune di Marano risponde al nuovo attacco dei consiglieri di minoranza del gruppo Uniti per Marano sul rendiconto 2019


'Marano, più basso debito pubblico dall'entrata in vigore dell'euro'

'È vero, i numeri del bilancio sono pubblicati, ma la loro lettura può essere strumentale ad altri fini e scorrendo certe argomentazioni non fatico a vederne alcuni. Intanto parliamo di numeri. Il rendiconto 2019 del Comune di Marano presenta il più basso debito pubblico per i maranesi dall'entrata in vigore dell'euro: 3 milioni. Erano 5,6 milioni nel 2005 e 4,6 milioni nel 2009'.
Con queste parole l’assessore al Bilancio del Comune di Marano, Adriano Trenti, risponde al nuovo attacco dei consiglieri di minoranza del gruppo Uniti per Marano sul rendiconto 2019.

'Negli ultimi 15 anni i nostri debiti da finanziamento sono diminuiti di più del 45% e la quota pro-capite è passata da 1.450 a 580 euro. Non solo: Marano è uno dei pochi Comuni ad aver conservato le azioni di Hera: 353.
688.
Il controvalore in euro è ben più alto del saldo del disavanzo, ci garantisce un dividendo (oltre 35.000 euro), oltre a opportunità di investimenti futuri. Come nasce questo disavanzo tecnico (non un “buco”, quindi, né un “profondo rosso”)? Si tratta principalmente di crediti fallimentari, ovvero tasse non pagate da aziende che, nel tempo, sono poi fallite. Perché Marano ne ha più che altri Comuni vicini? Ogni luogo ha la sua storia e non ha senso paragonare bilanci di comuni diversi, con caratteristiche specifiche e servizi diversi: Marano, per la sua localizzazione (vicina a Vignola, porta tra la pianura e la montagna) ha vissuto una repentina crescita della popolazione (+40% dal 2000 ad oggi), in pochi anni abbiamo superato i 5mila abitanti, e quindi molte imprese edili hanno lavorato sul nostro territorio. La crisi del 2008 e i suoi strascichi hanno causato, purtroppo, nel tempo, diversi fallimenti. Noi siamo creditori, stiamo seguendo le procedure fallimentari e ci aspettiamo di poter rientrare almeno in parte di quei crediti - continua Trenti -. Nel frattempo, però, la legge impone una specifica procedura amministrativa per questo tipo di crediti che noi stiamo seguendo. Anche la Corte dei Conti, continuamente agitata dalla minoranza, non ha rilevato irregolarità e non ha sanzionato l’ente, ha semplicemente invitato a procedere secondo quanto previsto dalle norme, cosa che facciamo e avremmo fatto comunque. Il disavanzo non è un debito come ho ribadito negli ultimi due Consigli comunali (non comporta il pagamento di interessi o di more), non è indicatore di essere cattivi pagatori (i fornitori sono puntualmente soddisfatti nei termini), non è indicatore di deficitarietà strutturale (rispettiamo tutti gli otto parametri di fragilità). Il disavanzo inoltre non penalizza il piano investimenti del Comune, che non viene minimamente intaccato, e neppure i servizi che continuano ad essere erogati. In attesa di rientrare di almeno parte dei crediti vincoleremo dal 2021 una cifra del risultato di amministrazione che si aggira sui 50mila euro l’anno, tutti provenienti dalla gestione corrente, non sottratti quindi ad investimenti. Detto questo torno alla strumentalità della denuncia. Il rendiconto del Comune è stato approvato il 30 giugno, il ripiano del disavanzo il 29 luglio. Perché i consiglieri di Uniti per Marano fanno un comunicato stampa solo a fine agosto? È forte il sospetto che si voglia provare a scalfire il passato di amministratrice a Marano di Emilia Muratori, ora candidata per il centrosinistra a Vignola. Ritengo che i Vignolesi meritino temi e argomenti migliori che certe malignità contro il nostro Comune (prima la nostra scuola e ora il nostro bilancio), e allo stesso tempo che i cittadini di Marano abbiano tutto il diritto di non essere presi di mira per interposte ragioni'.



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