Così Gian Luca Gianaroli e Virginio Leonelli del gruppo “Uniti per Marano” replicano al sindaco di Marano alle loro precedenti critiche.
'Quale Comune non ha un piano particolareggiato “fermo” per un fallimento? Eppure nessun Comune dell'Unione deve gestire un disavanzo milionario. È evidente che ciò che afferma il sindaco conferma la inadeguatezza della gestione: qualsiasi amministratore accorto, indipendentemente dal colore politico, sa che i crediti fallimentari godono di una prelazione al 17° posto. In pratica, dal fallimento, non si ricava nulla o quasi. Iscrivere questi crediti, senza un corrispondente fondo svalutazione crediti, crea
disavanzo. Ciò che nessun Comune dell'Unione ha avuto, tranne Marano appunto, che oggi si trova con i proverbiali nodi al pettine e la Corte dei Conti che lo ha costretto a risanare un bilancio da troppo tempo critico. Anche sul tema del debito pubblico, un confronto coi Comuni dell'Unione, amministrati da diverse correnti politiche, trasforma le parole del sindaco in una accusa all'Amministrazione precedente che gli ha lasciato il cerino in mano. Tra il 2010 ed oggi, Marano ha ridotto il proprio indebitamento da mutui del 30%, mentre Spilamberto lo ha ridotto del 72%, Savignano e Vignola del 66%. Indipendentemente dall'arco temporale preso in considerazione, constatiamo che il debito mutui del Comune di Marano, oggi, è più alto di quello di Vignola, Savignano o Spilamberto - continuano Gianaroli e Leonelli -. Simile a quello di Castelvetro, Comune con oltre il doppio di abitanti. Se a questo debito, sommiamo il disavanzo da ripianare, Marano raggiunge una quota di euro 4.150.000, contro gli euro 2.950.000 di Vignola. Non è certo un peccato accendere mutui, ma farlo in questa maniera è una strategia che porta poco lontano e al disavanzo'.
'Il centro-destra maranese ha votato negativamente la delibera di approvazione del bilancio 2019, nel quale era evidenziato il disavanzo, così come ha espresso parere contrario alla delibera di ripiano del disavanzo.



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