Oggi l’associazione ha comunicato le dimissioni del presidente Sergio Vascotto, con uno scarno comunicato e senza dare motivazioni. L’assemblea per la nomina del sostituto è ovviamente fissata per il 4 marzo, giorno successivo alle primarie fra Riccardo Righi e Giovanni Taurasi: la data spartiacque per la politica carpigiana tutta. Sullo sfondo, come noto, ci sono due ipotesi legate appunto all’esito delle consultazioni della sinistra: laddove dovesse vincere il “conservatore” Righi, schienato sulle posizioni della giunta uscente, Carpi Futura potrebbe imbarcare lo stesso Taurasi, comunque vicino alle posizioni di rottura e discontinuità manifestate a più riprese dalla civica, e candidare l’ex vicesindaco Morelli, puntando al ballottaggio e cercando al primo o al secondo turno la convergenza del centrodestra; laddove – come è più probabile al momento – dovesse prevalere invece la “novità” Taurasi, in questa fase molto più attivo, concreto e pragmatico rispetto al cicaleggiante architetto, i civici potrebbero valutare la convergenza con il centrosinistra, riappacificandosi con gli ex Pivetti e Verrini, nel mentre confluiti in Azione e già pronti a sostenere pancia a terra Taurasi. In questa operazione potrebbero essere anche coinvolti i 5 Stelle, in estrema difficoltà dopo le improvvide uscite di Monica Medici e le smentite regionali, e – perché no – anche i centristi di Rossano Bellelli, primo fra tutti a proporre qualche anno fa l’entrata nella giunta attuale di Carpi Futura. Basterebbe trovare un totem comune: che potrebbe essere il sempre efficace richiamo pretestuoso al fascismo della destra populista, trainata da Michele Barcaiuolo e dalla moglie Annalisa Arletti, più volte evocato dal grande vecchio democristiano in queste uscite pre-elettorali.
Magath



.jpg)