Dopo l'annuncio della volontà di svuotare il Policlinico di Modena ufficializzata dal sindaco Massimo Mezzetti, è stato un rincorrersi di rassicurazioni e semi-retromarce da parte dello stesso sindaco, di esponenti del Pd e del direttore generale Aou Luca Baldino con l'unica dichiarazione prudente del rettore Rita Cucchiara che ha contraddetto in parte lo stesso Mezzetti.
Tutti a dire 'non è vero che chiude l'ospedale', 'non è vero che viene depotenziato', 'non è vero che tutto già deciso', giurin giuretto che 'il Ps non verrà toccato nè oggi nè mai' (ma nessuno cita il Dm 2015 nel quale si dice che senza reparti un ospedale non può avere il Ps e nessuno cita le belle promesse sui Punti nascita di Bonaccini).
A questo punto - dopo una settimana di rincorse, mezze smentite, accuse di falsità rivolte anche al nostro giornale - è giusto tornare al punto di partenza. A quella intervista concessa in esclusiva alla Gazzetta di Modena, dopo che La Pressa ha dato in anteprima la notizia della scelta nel medio-lungo termine di dismettere il nosocomio di via del Pozzo.
Ecco le parole esatte di Mezzetti. 'Nella proposta che stiamo elaborando, il Pronto Soccorso nell'area di via del Pozzo è esplicitamente previsto. E l’ospedale cittadino e distrettuale non è affatto una struttura di secondo piano. La bassa e media complessità rappresentano circa l'80% della domanda. Significa rispondere alla grande maggioranza dei bisogni quotidiani dei cittadini. Non dobbiamo confondere la complessità clinica con l’importanza sociale di un servizio. Un ospedale che garantisce cure appropriate, accessibili e tempestive per la maggior parte della popolazione svolge una funzione essenziale. E rimarrà anche il materno-infantile, finanziato con 18 milioni: proprio venerdì scorso sono ripresi i lavori. Tutto ciò che resterà sarà previsto negli spazi ristrutturati in questi anni con oltre 100 milioni. Sugli spazi che resteranno liberi si aprirà un discorso con tutti gli attori coinvolti: c’è bisogno di aree universitarie, alloggi per i medici e gli infermieri, per gli studenti stessi'.
Questa la frase testuale.
L'unico dato ufficiale che abbiamo a disposizione, al di là delle notizie che arrivano a La Pressa da fonti solidissime circa un piano di dismissione totale su 8-10 anni, fonti che siamo tenuti per dovere deontologico a tutelare.
A dire il vero vi è anche un'altra voce ufficiale, quella della professoressa Modena che ha confermato come il Dg Baldino avesse confermato già un anno fa la volontà di dismettere il Policlinico, ma
Il sindaco ha detto che il Policlinico diventerà ospedale distrettuale (come Vignola o Pavullo, per citare il Dg Baldino), che ospiterà il Ps e il Materno-infantile e che il resto sarà oggetto di trasloco a Baggiovara. Per essere precisi ha affermato che nei locali svuotati si faranno aree universitarie e alloggi.
Da qui bisogna partire. Da questa dichiarazione di intenti. Perchè - a dispetto delle smentite, delle minimizzazioni del Pd e dei 'nulla di deciso' - questo dato è stato messo sul tavolo.
Ammettiamo per un attimo che dopo questo trasloco parziale non si continui con l'opera di dismissione, come giurato dal sindaco e dal Dg Ausl, e non si arrivi alla chiusura totale.
Facciamo lo sforzo immane di fidarci di questa promessa, dopo le mille promesse fatte col sangue negli ultimi anni e poi non mantenute sulla sanità modenese: da Pavullo a Mirandola passando per Castelfranco.
Ma anche se fosse solo così, se ci si fermasse a una semi smobilitazione, ai modenesi - oggi chiamati a raccolta in una manifestazione senza insegne di partito con partenza alle 15 dal Policlinico stesso - andrebbe bene vedere trasformata parte del loro ospedale in un comparto residenziale?
Giuseppe Leonelli

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