Settantatré anni, ovvero tanto è passato dall'ultimo titolo mondiale di un pilota italiano, Alberto Ascari, nel lontano 1953. Oggi quel lungo digiuno finisce con Andrea Kimi Antonelli, vent'anni appena e un talento che ha saputo trasformare le aspettative in realtà! Certo, la strada per arrivare fin qui non è stata una passeggiata: sacrifici, pressioni, errori, critiche e quella responsabilità enorme di raccogliere un'eredità pesante, ma Kimi non aveva bisogno di diventare il nuovo Senna, né di assomigliare a qualcuno: gli bastava essere se stesso. E così, dopo una vita d'attesa, Ascari può finalmente passargli il testimone, anzi: la bandiera tricolore a scacchi. Quanto alla mortadella sottobraccio, beh... certe tradizioni emiliane non si possono mica abbandonare, o no? Bentornati sul tetto del mondo, Italia e grazie, Kimi!
Paride Puglia

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