E' chiaro che l'assurda teoria di rifornire armi sempre più potenti all'Ucraina e presentare Putin e la Russia come il male assoluto, da isolare anche culturalmente, non l'ha costretta alla pace, ma ha sortito l'effetto opposto.
Sul piano diplomatico, l'ONU ha balbettato, l’America ha taciuto e l’Europa, salvo iniziative personali più attente a salvaguardare propri interessi economici che a cercare la pace, ha fatto poco o nulla. La prova è che il 'campione' per un possibile negoziato è stato il dittatore Erdogan, fino a ieri considerato un pericolo per la democrazia, una specie di «tagliagole» con il desiderio di ricostituire l’impero Ottomano.
Ora è altrettanto chiaro che la Russia si è stancata di far ammazzare soldati per una guerra che non avrà mai fine, finché esisterà un fazzoletto di terra ucraina che gli USA e l'Occidente tutto possano finanziare per raggiungere lo scopo originale: piazzare basi missilistiche a due minuti da Mosca. La strategia a stelle e strisce è sempre la stessa: ora l'America è riuscita a piazzare basi nelle Filippine, dopo che gli è andata male a Taiwan, per tenere sotto scacco la Cina e aprire un altro fronte di possibile conflitto.
Qualcuno obietterà che questo scopo è una interpretazione “putiniana”. Forse. Ma molti considerano che l'operazione d'ingresso dell'Ucraina nella NATO non è stato congelata per non irritare Mosca, ma per il semplice fatto che dal 2014 sono sorte le due repubbliche indipendenti di Donetsk e Luhansk, confinanti con la Russia: gli americani non potevano costruire le loro basi su un territorio che Kiev non controllava più. Ed è sempre per questa ragione che il Donbass e i suoi abitanti sono diventati per otto lunghi anni l'obiettivo di tanta morte e distruzione da parte di Kiev e del suo battaglione Azov.
A questo punto, attendiamo che mentre Mosca è impegnata a riconquistare il Donbass, le truppe ammassate in Bielorussia scaldino i motori per scendere verso la capitale e chiuderla in una morsa senza via di scampo.
Se arriveremo a questo punto, Blinken farà il giro delle sette chiese per chiedere supporto a entrare in guerra direttamente al fianco dell'Ucraina; i Russi si sono già preparati a questa follia, affermando d'essere alla vigilia di una nuova guerra patriottica, ancora contro le croci uncinate. Quelli che hanno avuto 20 milioni di morti contro le truppe di Hitler ( i deceduti americani ai quali tutti siamo grati e abbiamo eletto liberatori del nazi-fascismo furono 290 mila...) probabilmente imbracceranno nuova-mente il fucile.
L'ha compreso perfettamente Guterres 'Temo che il mondo stia camminando verso una guerra più ampia non come un sonnambulo, ma con gli occhi ben aperti'.
Un altro Stato senza democrazia e libertà, ma evidentemente con maggiore intelligenza politica, comprende quanto sia ormai prossima la catastrofe e prova a intervenire.
Il 7 febbraio alle 09:29 Pechino commenta come la comunità internazionale “disapprovi i costi umanitari della guerra in Ucraina” e la Cina invita nuovamente le parti coinvolte a rilanciare i negoziati di pace.
Ma questo impegno probabilmente non ci sarà, perchè i cowboy massacrano sempre gli indiani e vincono.
Massimo Carpegna
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