Una decisione forte che denuncia la proclamata condizione in cui, sempre più, medici, infermieri e personale sanitario tutto sono costretti a lavorare, siano essi impiegati in ospedale o in ambulatori di medicina generale, vale a dire, ricoprano il ruolo di Medico di Famiglia.
In realtà, un atto che porta a vedere ancora più nitidamente quanto ogni settore sia vessato da problematiche dettate dal tutto concesso, dall’assenza di tutele per chi opera, da frustrazioni per gli onesti e podi per i disonesti.
Ciò che stupisce forse di più, però, è vedere come di fatto la dottoressa Rossiello abbia preso questa decisione, perché già l’aver avuto il coraggio di rassegnare le proprie dimissioni, è essa stessa una quasi singolare unicità. In un mondo in cui la maggior parte si lamenta incessantemente senza fare o tace per paura di ripercussioni tenendo la testa bassa e alimentando ancor più la centrifuga delle malsane dinamiche sopra citate, vedere che c’è talvolta chi reagisce e dice “basta” desta ancora più stupore.
Ormai ci siamo talmente tanto abituati alle politiche da pecoroni in cui il popolo bela e non reagisce, anzi sostiene puntualmente situazioni contorte, che constatare un cambio di passo fa scalpore.
Subire è normale, ribellarsi è anormale.
D’altra parte, noi a Modena ne sappiamo qualcosa. E’ sufficiente leggere i commenti dei vari utenti sotto ai diversi articoli che riportano la cronaca locale, ascoltare le conversazioni per la città per capire quanto le persone siano estremamente insoddisfatte delle politiche permissive senza regole, inclusive senza limiti, tolleranti senza tutele per gli onesti, giustificatrici per i delinquenti e vessatorie per i lavoratori corretti. Eppure, nessuno fa nulla e quando è il momento di votare, con fare indottrinato, la crocetta si fa sempre al solito posto. Vengono organizzate manifestazioni, camminate e fiaccolate per guerre non nostre, che spesso sfociano in azioni violente, di violenza e crimini contro l’umanità, ma mai nessuno organizza le stesse per tutelare i diritti degli onesti connazionali.
L'augurio è che questa forte decisione della dottoressa Rossiello sia d’ispirazione per i più, nei diversi settori e nelle più svariate alterate dinamiche sociali, a dire “basta”. A seguito di questa vicenda, alcune persone hanno commentato che la dottoressa sapeva benissimo anche prima che ci sarebbero state persone invadenti, aggressive, talvolta forse anche violente; è il rischio della professione.
Bene, forse è giunto il momento che smetta di funzionare così e si torni a un po’ di normale correttezza, provando a ripristinare un mondo più giusto dove chi sbaglia paga e chi si comporta correttamente viene tutelato dalle Istituzioni e dalla Legge attraverso provvedimenti concreti e rapidi.
La dottoressa Rossiello è stata una studentessa modello, laureatasi nei tempi con ottimi voti. Impegnata su più fronti, ha sposato da giovanissima la causa con seria dedizione, certamente aspettandosi di dover fronteggiare sfide e pazienti “difficili” ma senza, invece, pensare di ritrovarsi calata in una giungla ingestibile dominata da vincoli, aggressività e burocrazia fiume.
Già allo stremo per le varie dinamiche malsane e titubante sul suo prosieguo professionale, ha definitivamente preso la dura decisione durante la fase di cure e guarigione da una patologia che l’ha colpita negli scorsi mesi. Come essa stessa ha riportato, infatti, era diventato più angosciante il pensiero di dover affrontare la giornata di lavoro piuttosto che la malattia.
Eli Gold
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