Luciano Guerzoni merita un ricordo a tutto tondo e fuori dallo schema ideologico in cui è stato inserito. Non perché non fosse un comunista o, men che meno fosse uscito dal sentiero politico suo originale, ma per meriti concreti di uomo politico il cui seme si è affievolito.
Innanzitutto aveva idee che maturava nel partito e nel duro scontro anche ideologico interno, ma di questo non solo non se ne vantava o ne faceva oggetto di conferenze stampa, ma nei rapporti con gli altri partiti di governo o di opposizione cercava e trovava i punti di contatto sia per legare la sinistra globale sia per una dialogica profonda con le opposizioni.
Due momenti importanti da me vissuti come rappresentante socialista.I
l primo quando venni eletto sindaco In provincia il vento delle giunte di sinistra aveva portato all'accordo Psi-Pci a volte allargato ad indipendenti e allo Psdi.
Nei vari comuni lo scontro era vero, aspro e non banale. La forza e la personalita avevano bisogno di implementazioni culturali e di fermezza. Ero giovanissimo e mi impressionò serietà, risolutezza e assenza di teatralità di Luciano.
Il secondo quando lui era segretario regionale del Pci. Io ebbi l'incarico dalla mia segreteria di riaprire i rapporti fra i due partiti su tutti i fronti. Lo incontrai. Misi in campo la richiesta di un summit programmatico fra Pci e Psi.
Dopo due ore di discussione portai alla segreteria mia la ipotesi e da lì partì il primo incontro Guerzoni Babbini che apri una nuova fase regionale. Quale fu il principio? La sinistra riformista regionale andava rafforzata per giocare un grande ruolo nazionale.
Molti errori, molte delusioni ma uomini come lui non possono essere usati come i duri e puri combattenti contro qualcuno o per il referendum, ma la sua forza era per allargare la sinistra di governo e non per consegnare alla destra il paese. Onore quindi a un uomo tutto politico e per niente chiassoso.
Paolo Cristoni - Psi
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