I magistrati per il sì esistono. E, insieme agli avvocati, difendono anch’essi la Costituzione, provando a loro volta a spiegare a tutti i cittadini i contenuti tecnici della riforma Nordio e, soprattutto, che è il giudice l’unico vero garante del diritto e dei diritti Iniziativa importante, quella romana di questa mattina, di Magistrati per il sì.
Merito della sensibilità di Isabella Bertolini, che ringrazio e del Comitato Sì separa.
Le riflessioni - svolte da giuristi tra giuristi, ma pensate per e rivolte a tutti i cittadini - hanno chiaramente permesso di mettere a fuoco, una volta più ancora, il fatto che è d’una riforma in materia di giustizia penale e, più specificamente, d’ordinamento giudiziario che si sta ragionando allorquando si ragiona della riforma Nordio.
Nella consapevolezza, propria anche della nostra Camera penale territoriale - instancabilmente in campo in tutti i comuni modenesi per spiegare a tutti i cittadini i contenuti tecnici, non politici, della riforma Nordio -, che è un’importantissima occasione, quella referendaria del 22 e 23 marzo, per traghettare anche l’Italia verso i lidi improntati alla modernità propria del processo penale accusatorio.
Che sono - e da tempo - tali in tutt’Europa, se solo si considera che, allo stato, unicamente in Russia, Romania e
Bulgaria le carriere di giudici e pubblici ministeri sono, ancora oggi, unificate.L’unico modello processuale, per sua natura, in grado di scongiurare, per quanto fisiologicamente possibile, il verificarsi d’errori giudiziari causati da malintese interpretazioni funzionali della giustizia penale - tuttora, purtroppo, attualissime -, d’altro canto, è quello accusatorio. Perché il processo penale deve essere giusto.
Come giusto può essere solo quel processo, previsto dal riformato art. 111 Cost., che si svolga davanti al giudice terzo ed imparziale, nell’assoluta parità delle parti. Perché?
Perché è di vite vere di persone vere che si sta qui ragionando. Per la semplice ragione che è di vite vere di persone vere che si ragiona allorquando si ragiona di giustizia penale. Non di freddi numeri statistici. Nè, men che meno, di invero censurabilissime rendite di potere che non fanno onore a chi antepone le stesse alla giustizia della giustizia.
È importante il giudice per i cittadini - ha ricordato Giacomo Rocchi, presidente della prima sezione penale della Corte di cassazione, ricordando le parole di Rosario Livatino. Perché è il giudice l’unico vero garante del diritto e dei diritti di tutti i cittadini. E il giudice che vuole la Costituzione, soprattutto dopo la già menzionata riforma dell’art. 111 Cost., è solo quello separato dal e, dunque,
Guido Sola
(1).jpg)

