Sbarchi, Minniti e Gentiloni un anno fa: 'Potremmo chiudere i porti'
A giugno 2017, a fronte dell'emergenza sbarchi giudicata ingestibile, il premier ed il Ministro PD valutavano l'ipotesi. Gridando (inascoltati) all'Europa.
12 giugno 2018 alle 10:46
2 minuti di lettura
Per non rischiare l'emergenza umanitaria ormai concreta l'ipotesi allo studio del Presidente del Consiglio e del Ministro dell'Interno è quella di negare l'accesso ai porti del nostro Paese alle navi cariche di migranti che battono bandiera non italiana. O, in ogni caso, di valutare ogni ingresso evitando d'ora in poi ogni automatismo.
Questo riportavano all'unisono gli organi di stampa esattamente un anno fa, di fronte all'emergenza sbarchi con il premier Paolo Gentiloni che tuonava all'Europa. 'I Paesi Ue la smettano di girare la faccia dall'altra parte, perché questo non è più sostenibile'
La storia si ripete ma con diversi attori. Il governo è cambiato e chi sta traducendo in pratica quei proclami è di diversa estrazione politica e per questo attira su di sé le peggiori accuse. Questo è. La chiusura dei porti, non ancora strutturata come tale, è passata dall'essere anticipata (e applicata), dalla pratica. Ma il messaggio, e soprattutto il significato politico, rimane quello. Esattamente quello.
Nel frattempo la nave Aquarius, carica di migranti, alla quale è stato negato l'approdo in terra italiana, e al centro dell'attenzione nazionale, e simbolo del dibattito politico in corso sui temi dell'immigrazione, è stata scortata a Valencia dalla Guardia Costiera italiana. Parte dei migranti' ora su Aquarius verranno trasferiti su nave Dattilo della Guardia Costiera e una nave della Marina Militare sulle quali saranno presenti medici dell'ordine di Malta e personale dell'Unicef per il supporto ai minori. Ieri quattro donne incinte e un minore, che si trovavano sulla Aquarius, sono stati portati a Lampedusa
Redazione Pressa
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