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Muore Leonardo Da Vinci: 2 maggio 1519

Muore Leonardo Da Vinci: 2 maggio 1519

Una delle massime espressione del genio umano


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Il 2 maggio 1519 morì Leonardo da Vinci, una delle massime espressione del genio umano; eccelse nelle arti, nella tecnica e nello studio della natura e del cosmo. Con la sua insaziabile sete di conoscenza rappresentò l'umano simbolo del Rinascimento.

A 17 anni fu ammesso alla bottega di Verrocchio, fucina di illustri maestri del 500 quali Botticcelli e Perugino. Durante il soggiorno a Milano (1482-99), produsse alcune opere celebri come la Vergine della noce, la Dama con l'ermellino e l'ultima Cena. Lasciata Milano andò a Firenze, dove manifestò una sorta di insofferenza per la pittura, preferendola agli studi geologici.

Da sopralluoghi compiuti in Romagna e in Toscana, in vista di opere ingegneristiche e di difesa, scaturirono poi l'amore per il paesaggio e per la forza della natura.

Natura interpretata con innovazione nella Gioconda, dove Leonardo riuscì a legare la figura umana al paesaggio, in un rapporto che nessun pittore prima di lui aveva saputo rendere con altrettanta finezza.

Nei primi anni del 500, Leonardo dedicò particolare attenzione allo studio del volo e al progetto di una nuova macchina volante e cominciò a interessarsi all'anatomia degli uccelli, all'anatomia umana, ai moti dell'aria e alla caduta dei pesi.

Leonardo da Vinci è stato un genio eclettico caratterizzato da un'insaziabile curiosità, un'irrequietezza mentale che lo portava a saltare da un progetto all'altro. Possedeva un'intelligenza viva, la sua mente non riposava mai, spingendolo ad approfondire arte, scienze, ingegneria e anatomia, spesso lavorando in più fronti contemporaneamente. Molti dei suoi progetti rimasero incompiuti a causa della sua tendenza a perdere interesse una volta compresa la teoria, preferendo nuove sfide.

Amato dai contemporanei, era descritto come un conversatore brillante e carismatico capace di affascinare corti e mecenati.

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