Nacque a Reggio Emilia nel 1474; a Ferrara compì i primi studi umanistici, che dovette però abbandonare, dopo la morte del padre, per mettersi al servizio degli Estensi e provvedere alla famiglia.
Ariosto mostrò un notevole equilibrio politico e uno spiccato senso della giustizia e venne nominato commissario ducale in Garfagnana.
Rientrato a Ferrara, si dedicò completamente all'attività letteraria e inoltre mise in scena delle commedie di Terenzio e Plauto.
Morì il 6 luglio 1533.
Il suo capolavoro letterario per eccellenza è l'Orlando Furioso in cui descrisse le vicende d'amore e d'amicizia, di armi e di magia, dove dame e cavalieri si cercano. Il Poema cavalleresco uscì, con la prima edizione, nel 1516 e conobbe subito un successo eccezionale.
Il paladino Orlando divenne furioso in seguito al suo innamoramento non ricambiato per la bella Angelica. Nella trama dell'Orlando Furiosio vennero incastonate anche 14 brevi Novelle che illustravano virtù e vizi verso la persona amata.
Le opere cavalleresche di Ariosto mettono in evidenza anche il suo pensiero sulla vita e sulle relazioni. Ludovico Ariosto amava mantenere la propria autonomia promuovendo valori connessi alla vita militare e alla cavalleria.
Il Poeta cavalleresco cercava il 'giusto mezzo', rifiutava gli estremismi e prestava attenzione alla realtà circostante che gli era di esempio per le sue opere. Ariosto amava l'ironia e si misurava con essa per raggiungere un equilibrio fra verità e menzogna.
Nelle sue opere cavalleresche l'uomo non è più visto come eroe, ma come uomo che ha i suoi sentimenti e le sue emozioni.
L'insegnamento più importante dell'Ariosto, che spicca in modo particolare nel suo più importante poema, è avere flessibilità verso la realtà che cambia, e mantenere capacità di critica.



