Felice si accontentò di vivere da religioso senza essere sacerdote e si assunse il compito di questare per i confratelli
18 maggio 2024 alle 05:30
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Oggi 18 maggio si festeggia San Felice da Cantalice. Felice nacque nel 1515 a Cantalice (Rieti); per 30 anni fu contadino, poi decise di farsi frate. Frate povero in tutto, a cominciare dall'istruzione; Felice Porro era infatti analfabeta. Lo accolsero i cappuccini di Fiuggi e poi alcuni Conventi del Lazio e della Campania. Il suo desiderio, affascinato dai racconti sui Padri del deserto dei primi secoli, era quello di imitarli. Felice fu invece mandato a Roma, senza deserto intorno, senza digiuni e penitenze.
Al Convento di San Bonaventura, dove risiedeva la sua comunità, il Santo Frate, donò parte dell'eredità paterna. Felice si accontentò di vivere da religioso senza essere sacerdote e si assunse il compito di questare per i confratelli. Tale compito lo svolse per 40 anni, la sua abitudine di dire Deo gratias da chi riceveva pane, fave, frutta e ogni altra offerta, venne chiamato Frate Deogratias. Felice acquistò molta popolarità per la sua innata capacità di far sorridere e anche di pensare: il suo linguaggio era incolto ma efficace. Il Frate inventò poesie e proverbi in rima, sempre su temi di fede; i suoi detti girarono di casa in casa e si tramandarono.
Felice diventò molto amico di San Filippo Neri e i loro incontri per le vie di Roma divennero avvenimenti pubblici. L'umile frate fu noto anche per i suoi semplici miracoli: fece fiorire d'inverno un campo di fave e riuscì a far sgorgare una sorgente d'acqua d'estate. Nell'aprile del 1587, Felice, dovette fermarsi per una gamba malata; poche settimane dopo terminò anche la sua vita. Proclamato Santo nel 1712, il suo corpo riposa ora in Santa Maria della Concezione a Roma. San Felice è Patrono di Cantalice e il suo nome dal latino significa 'Contento'. Buon onomastico a chi si chiama Felice.
Redazione Pressa
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