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Sant'Agostino: l'assurdo raddoppio

Sant'Agostino: l'assurdo raddoppio

Ai 60 milioni della Fondazione, si aggiungono i 12 milioni promessi dal Ministero e poi bisogna arrivare a 120


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Inutile star lì a far metafore e sottili allusioni. L’an - nuncio del sindaco sul Sant’Agostino è incredibile. Incredibile nel senso che non ci si vorrebbe credere. Perchè fuori da ogni buon senso. Dopo le critiche sull’eccessiva spesa per la ristrutturazione dell’ex ospedale si pensa bene non di fare marcia indietro, ma di spendere il doppio. Ai 60 milioni della Fondazione, si aggiungono i 12 milioni promessi dal Ministero e poi, per arrivare a 120, qualcosa, in 10 anni, ci si inventerà. Il tutto senza pensare a costi di gestione e a funzionalità, incaponendosi nel voler trasferire la biblioteca Estense, fregandosene di ogni ammonimento e critica e dribblando lo stop del Tar con l’eliminazione delle due torri. Se non fosse tutto vero verrebbe da ridere. Indipendentemente da quello che diranno gli Amici del Sant’Agostino o Italia Nostra. Indipendentemente dal loro sì o dal loro no. Muzzarelli e neo-presidente della Fondazione Cavicchioli insieme. Insieme per costruire un mausoleo (come giustamente afferma Vezzelli) che ha come unico scopo compiacere l’ego di chi lo ha voluto. Di chi un giorno potrà dire ‘l’ho fatto io’ alla De Luca. La volontà di lasciare un segno, perchè si è incapaci di gestire l’emergenza quotidiana.

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Perchè, per coprire le lacune dell’amministrazione, occorre il grande colpo (gli ottanta euro, qualcuno direbbe). E allora via. Via a buttare in un progetto faraonico 120 milioni, mentre a Modena si chiudono asili nidi, si mettono scuole in fondazione per risparmiare tre lire sul costo degli insegnanti, mentre non si hanno i soldi per coprire le buche stradali e mentre (come avvenuto nell’ultimo bilancio) si aumentano le tasse. E chi farà i lavori? I vincitori della vecchia gara? Non è ancora chiaro. Ma se così fosse sarebbe davvero una manna per tante cooperative di costruzione in crisi. Se il nuovo «appaltino» da 120 milioni dovesse andare a chi si aggiudicò la gara due anni fa, il cerchio sarebbe chiuso. Chi se la aggiudicò? Forse è bene ricordarlo. Due anni fa vinse il raggruppamento d’imprese guidato dal Consorzio Cooperative Costruzioni (imprese consorziate CPL Concordia SC, CMB Carpi, Cooperativa di Costruzioni SC), CME soc. coop. di Modena (impresa consorziata Costruzioni Giovanni Neri Srl) e I.T.I. impresa generale spa di Modena.

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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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