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Policlinico di Modena, rimosso con chirurgia robotica un utero di 4 chili

Policlinico di Modena, rimosso con chirurgia robotica un utero di 4 chili

Per dare idea dell’eccezionalità dell’intervento, il peso medio di un utero non patologico, si aggira tra i 60 e gli 80 grammi


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Nei giorni scorsi, l’equipe di chirurgia ginecologica del Policlinico di Modena ha effettuato un eccezionale intervento robotico mini-invasivo che ha consentito la rimozione di un utero (isterectomia) di quasi 4 kg in una donna di 54 anni con obesità severa. L’intervento è stato eseguito presso le Sale Operatorie del Policlinico, utilizzando il Robot Da Vinci, dai professionisti della Struttura Complessa di Ginecologia ed Ostetricia diretta dal prof. Antonio La Marca. In sala c’erano i ginecologi chirurghi dell’équipe guidata dal dottor Carlo Alboni, responsabile della Struttura Semplice di Chirurgia Ginecologica Mini-Invasiva e Robotica, gli anestesisti dell’Anestesia e Rianimazione 1, guidata dal prof. Massimo Girardis e il personale infermieristico del Blocco Operatorio. L’Ostetricia e Ginecologia del Policlinico di Modena esegue circa 600 isterectomie all'anno e 50 procedure Robotiche con la piattaforma DaVinci XI. 

È la prima volta che a Modena viene rimosso un utero di queste dimensioni e si tratta di uno dei pochissimi interventi di questo tipo effettuati in Italia e il primo per un utero di queste dimensioni in Regione Emilia-Romagna. Per dare un’idea dell’eccezionalità dell’intervento, il peso medio di un utero non patologico, si aggira tra i 60 e gli 80 grammi, che diminuiscono dopo la menopausa. 

La paziente, una donna di 54 anni, con obesità severa, aveva una massa uterina di dimensioni eccezionali, tano che il fondo dell'utero arrivava a soli 4 cm dal fegato e occupava gran parte dell’addome.

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Nonostante la complessità del quadro clinico, l’équipe è riuscita a eseguire l’intervento con approccio robotico mininvasivo, evitando la chirurgia tradizionale. Il dato più impressionante riguarda il peso dell’utero rimosso: quasi 4 chilogrammi (3985 grammi), un valore straordinario che colloca questo intervento tra i casi record trattati con tecnica mininvasiva nel panorama nazionale.

‘La dimensione dell’utero - rimarca il dottor Carlo Alboni – determinava difficoltà a svolgere le normali funzioni fisiologiche e addirittura respirare, poiché esercitava una compressione abnorme all'interno dell'addome che occupava quasi completamente. A questi volumi l'utero diventa un organo patologico che compromette notevolmente la qualità di vita della paziente anche in una eventuale condizione di menopausa’.

L’operazione è durata circa 3 ore e 15 minuti, con perdite di sangue molto contenute, e il decorso postoperatorio è stato regolare: la paziente ha potuto alzarsi ed alimentarsi già dal primo giorno postoperatorio con un ottimo controllo del dolore addominale. La stessa è stata dimessa dopo due giorni di ricovero, a conferma dei vantaggi della chirurgia mininvasiva anche in condizioni estreme. 

’L'eccezionalità dell'intervento risiede nell'averlo eseguito in una paziente con obesità severa.

Un utero di queste dimensioni di norma viene rimosso, e con molte difficoltà, con la chirurgia laparotomica, cioè con un’ampia incisione dell'addome - sottolinea il dottor Carlo Alboni – Questa volta siamo riusciti a utilizzare la tecnica robotica mini-invasiva. Questo intervento rappresenta quindi un risultato di altissimo livello e dimostra come oggi sia possibile superare limiti che fino a pochi anni fa avrebbero reso inevitabile la chirurgia tradizionale La combinazione tra esperienza chirurgica mini-invasiva , tecnologia robotica e il lavoro di equipe con il team Robotico Ginecologico al completo consente di affrontare con sicurezza anche i casi più complessi, garantendo al tempo stesso una perfetta risoluzione del problema chirurgico con un recupero rapido e basso rischio di complicanze per la paziente’.

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