'Per scongiurare che la situazione degeneri nuovamente occorre che gli autotrasportatori siano messi nelle condizioni di poter lavorare. A questo punto l'unica misura utile è quella da noi auspicata fin da subito e cioè il fissare un tetto massimo al costo del carburante almeno fino a fine anno. Un prezzo per il gasolio che non può superare 1,60 euro al litro. Partiamo dal presupposto che la riconferma lineare della riduzione delle accise è certamente positiva e anzi, chiediamo al Governo venga estesa a tutto il 2022. Così come è positivo l'aver finalmente destinato i famosi 500 milioni di euro di aiuti al settore, per i ristori alle imprese con veicoli Euro 5 ed Euro 6 che di fatto sono rimaste escluse dalla riduzione ordinarie delle accise - continua Cinzia Franchini -. Detto questo, abbiamo piena consapevolezza che questi provvedimenti non regalano nulla, ma semplicemente, per ciò che riguarda in particolare i 500 milioni, restituiscono agli autotrasportatori ciò che è stato loro tolto. In pratica, al di là delle tanto sbandierate promesse, si andrà a restituire con una mano quello che con l'altra si è sottratto. Ebbene, a fronte di una situazione oggettivamente esplosiva, anche alla luce del perdurare dell'aggravarsi dello scenario geopolitico, occorre dare la certezza agli imprenditori sulle risorse su cui possono fare i conti e sulle spese che devono sostenere'.
'Proprio per questo è necessario mettere un tetto al costo del carburante che per una azienda di autotrasporto rappresenta la prima voce di costo. In assenza di un tetto massimo anche la riduzione della accise e i ristori per le aziende con veicoli nuovi, rischiano di essere vanificati dalle speculazioni alle quali siamo ormai purtroppo abituati. Noi di Ruote Libere avevamo avanzato questa richiesta alla vigilia della firma del famoso protocollo tra le associazioni di categoria dell'Albo e la vice-ministra Bellanova, ma ci era stato detto che le speculazioni sarebbero state tenute sotto controllo - chiude Cinzia Franchini -.



