Leader dell’apprezzato trio avant-rock Abacaxi, Desprez si muove tra sound art e musica improvvisata. Tagliente e incisivo, il suo approccio anticonvenzionale alla chitarra esercita con salutare spontaneità molteplici modificazioni del suono, attraverso un mix di azioni manuali sullo strumento in concomitanza con il lavoro dei piedi sui pedali, facendo divenire anche la danza del corpo un elemento centrale delle performance.
Julien Desprez è musicista e performer di stanza a Parigi. Il jazz e il rock furono i suoi primi amori musicali ma, man mano che la sua pratica è progredita, anche il suo approccio al suo strumento, alla musica e allo spazio sono cambiati. Ora considera la chitarra più come una batteria, un organo, uno strumento modificabile a volontà. Evolvendosi tra sound art, performance e musica improvvisata contemporanea, il suo lavoro è incentrato su tutte le domande che scaturiscono da uno spazio scenico, attraverso il corpo, lo spazio, la vista e la luce, ma dove il suono rimane il pilastro centrale.
Julien è co-fondatore dal 2008 della cooperativa musicale Collectif Coax. Con il suo trio ‘power rock’ Abacaxi si è esibito in festival prestigiosi come Jazz em Agosto, Saalfelden, Moers Festival e Fimav (Victoriaville).
Ha anche suonato e inciso tra gli altri con Rob Mazurek, Larry Ochs, Mette Rasmussen, Noël Akchoté, Jeanne Added, Edward Perraud, François Jeanneau, Louis Sclavis, Stephane Payen, Guillaume Orti, Benoit Delbecq, Tortoise, Han Bennink, Hubert Dupont, Jeff Parker, Beniat Achary, David Grubbs, Doug Wamble, Marc Ducret, Sylvain Darrifourcq, la Fire! Orchestra di Mats Gustafsson, la White Desert Orchestra di Eve Risser, l’ensemble Seven Storey Mountain VI di Nate Wooley, e il trio White Sands con Erwan Keravec e Will Guthrie.
Stefano Soranna

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