Così la storia della morte di quattro giovani ragazze, incarnazioni di Memoria, Fantasia, Senso comune e Virtù immaginativa, si trasforma in una odissea che stravolge la vita dei protagonisti, tutti alla disperata ricerca di un Senso, di una Pouvwna (potenza) che se ne frega delle categoria di giusto e sbagliato, di bene e male, ma che spalanca gli occhi a nuovi psichedelici mondi.
La figura geometrica del rombo fa da filo conduttore e da 'porta' tra la (presunta) realtà e l'altrove e i richiami alla cristianità (dalla figura del serpente alla eucarestia) diventano pretesto per il loro stesso superamento. I profeti di questa 'spiritualità informe' sono immancabilmente vittime di essa, condannati a tramandare a qualcun altro l'abisso che hanno avuto il privilegio e la sventura di toccare. E con l'incalzare del racconto, con lo sfogliare sempre più impellente delle pagine, il lettore scopre che nulla è impossibile e che le risposte non esistono, nemmeno nella finzione narrativa. Così, alla ricerca di qualche forma di verità, non resta che cibarsi di brandelli di umanità, galleggiando sul velo della follia di un vecchio teatro destinato ad essere abbattuto o di un'aurora destinata a non diventare mai alba.
g.leo.

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