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Fabbrica Bugatti di Campogalliano: la fine di una era

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La famiglia Pavesi: 'Ora vogliamo trovare un luogo fisico dove poter creare un ritrovo per poter continuare a raccontare la storia della Bugatti italiana'


Fabbrica Bugatti di Campogalliano: la fine di una era

Fin dalla chiusura, nel 1995, della famosa Bugatti Automobili di Campogalliano, gli sforzi di Ezio Pavesi, supportato dalla sua famiglia, specialmente suo figlio Enrico, hanno impedito che la Fabbrica dal diventare un relitto dimenticato, di andare in rovina. Dopo la recente acquisizione da parte dell’investitore Adrien Labi la famiglia Pavesi ha preso la sofferta decisione di terminare l'impegno di custodi, iniziato nell’aprile del 1991 da Ezio e sua moglie Lorena Dondi.



“Tutto nella vita arriva ad una conclusione e sfortunatamente è arrivato il momento di concludere il mio impegno come custode della fabbrica Bugatti di Campogalliano - afferma Ezio Pavesi -. Non è mai stato per me un lavoro ma una missione di vita. Ho investito tutto il mio tempo in questo luogo per curare questi edifici e la loro storia, e non è mai stato per me un sacrificio ma un privilegio.
Ho sempre sognato di essere parte della nuova vita della fabbrica, ho dato consigli e offerto il mio aiuto. Negli ultimi mesi ho visto con i miei occhi tutti gli alberi e il verde di cui mi sono preso cura in questi anni, venire tagliati in pochi giorni, le piastrelle rimosse dai pavimenti, come tutti gli uffici e gli impianti rimasti. Sento che questo gioiello di storia e tradizione non è valorizzato abbastanza. Spero comunque dal profondo del mio cuore che il futuro della Fabbrica Blu sia luminoso, ma io non riesco ad identificarmi con l’attuale progetto. Ringrazio ogni persona che in questi anni ci ha aiutato a proteggere la fabbrica e la sua storia. A coloro che ancora oggi contano su di noi affinché la storia della Bugatti di Campogalliano non scompaia: non vi deluderemo”.

“Oggi ho 24 anni ed in questa fabbrica ci sono nato, la mia intera vita è legata a questo luogo. Ho aiutato mio padre fin da piccolo - prima per obbligo poi per passione. Ho visto mio padre dedicare la sua vita e combattere per questo luogo senza mai arrendersi. Tutti i visitatori che abbiamo ospitato si sono appassionati e sono rimasti strabiliati da ogni storia che la fabbrica raccontava - afferma Enrico Pavesi -. Mi spezza il cuore vedere la fine di quest’era, ancora di più sapendo cosa significa per mio padre e per la mia famiglia. Continueremo comunque il nostro impegno attraverso l’archivio curato dall’associazione storico culturale “Bugatti Automobili Campogalliano APS”. L’associazione storico culturale “Bugatti Automobili Campogalliano APS” nasce nel 2021 e senza scopo di lucro con l’obiettivo di raccogliere, tutelare, proteggere e valorizzare tutto il patrimonio storico inerente alla presenza del marchio Bugatti in Italia tra il 1987 e il 1990. Il suo archivio attualmente raccoglie più di 1000 tra oggetti e documenti connessi alla storia della Bugatti Automobili di Campogalliano ed un importante archivio fotografico. Gli obiettivi a medio termine dell’associazione ad oggi sono quelli di trovare un luogo fisico dove poter creare un ritrovo, un “santuario”, per poter continuare a raccogliere e a raccontare la storia della Bugatti Italiana'.

A proposito di Bugatti
Fondata a Molsheim (1909-1918 Germania, dal 1919 Francia) nel 1909 dall'imprenditore di origine italiana Ettore Bugatti, l'azienda ha avuto il suo periodo d'oro negli anni 1920 e 1930. Bugatti creò auto leggendarie come la Tipo 35 (fino ad oggi considerata l'auto da corsa di maggior successo di tutti i tempi) o la Tipo 57, una delle auto più eleganti mai costruite e nella sua versione 'Atlantic' con solo quattro unità mai costruite considerata l'automobile di maggior valore al mondo. Nel 1939 tutto cambiò: la morte del figlio di Ettore e successore designato Jean Bugatti e lo scoppio della seconda guerra mondiale iniziarono il declino, finché nel 1963 il figlio di Ettore, Roland Bugatti, dovette cessare tutte le attività.
Oggi, Bugatti è di nuovo sinonimo di esclusività, prestazioni ed eccellenza con la sua ammiraglia iper sportiva, la Bugatti Chiron con motore W16. L'azienda con sede a Molsheim (Francia) non esisterebbe più se non fosse per la rinascita che il marchio ha vissuto a Campogalliano dal 1987 al 1995 da parte dell’imprenditore Romano Artioli.



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