Dietro a quell’importante riconoscimento tributato anche da critici come Pietrangelo Buttafuoco alla presenza del ministro Giuli, “oggi - racconta Nuss- non c’è solo un’opera,ma un percorso, una tecnica, una visione”.
“La Biennale è stata la chiave di volta. Non solo per il premio, ma per la possibilità di mettere in luce un linguaggio artistico spesso trascurato, come quello dell’abrasione, e una riflessione profonda sulla materia e sulla sua memoria”, racconta l’artista. L’opera, ancora visibile fino al 23 novembre 2025 al Padiglione Venezia, e poi nell’esposizione allestita a Forte Marghera, a Mestre, dal 10 al 31 dicembre. Nell’ultimo anno Nuss ha ottenuto una crescente attenzione da parte di curatori e riviste di settore. L’autunno vedrà una nuova significativa tappa del suo percorso artistico: l’esposione di un suo lavoro a Times Square, New York, all’interno di un billboard artistico, in collaborazione con una piattaforma internazionale di arte pubblica. L’atelier di Nuss è uno spazio di riflessione e sperimentazione, dove ogni opera nasce da un gesto essenziale, ma carico di senso. “L’abrasione è il mio modo divedere, di togliere per arrivare a qualcosa che resta. Una visione che si affina nel tempo, tra la carta e il corpo”- afferma. In una eterna trasformazione.
Gi.Ga.
Nella foto, Aleksandr mostra la sua opera premiata al Ministro Giuli, nel corso della Biennale a Venezia

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