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Nicolaj Rimskij-Korsakov, il professore

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dell’amico Modest Mussorgski


Nicolaj Rimskij-Korsakov, il professore

Chi si recasse al numero 28 del Zaagorodny Prospekt di San Pietroburgo, potrà visitare l’appartamento di Nikolaj Rimskij-Korsakov, esattamente com’era quando vi abitava il celebre compositore russo, che qui trascorse gli ultimi 15 anni della sua vita. Nella sala centrale, ogni mercoledì sera, si svolgono concerti cameristici esattamente come avveniva al tempo in cui Korsakov ospitava gli amici musicisti, tra i quali Stravinskij, Glazunov, Skrjabin e Rachmaninov.
Nicolaj Andreevič Rimskij-Korsakov è il più giovane del sodalizio denominato Il gruppo dei Cinque. La sua carriera pareva dovesse svolgersi nella Marina Militare, conservando l’interesse per la musica quale passione, ma nella primavera del 1866 s’avvicina al dramma La fanciulla di Pskov di Lev Mej e compone per voce e pianoforte la ninna nanna inserita nel primo atto: Ninna, ninnananna, ninna. Due anni dopo, Korsakov decide, a casa di Borodin e altri amici, d’abbandonare la divisa e di dedicarsi alla scrittura dell’opera, ambientata all’epoca dello zar Ivan il Terribile.



La stesura della partitura non è semplice e si interrompe più volte, l’ultima volta nel novembre 1871 quando Korsakov riporta in Russia la salma del fratello maggiore morto in Italia. Dall’agosto di quell’anno, il Nostro condivide una stanza con l’amico Mussorgskij presso la casa del maestro di composizione del Conservatorio, Zaremba. I due si alternano al pianoforte e allo scrittoio, componendo La faciulla di Pskov, l’uno, e la seconda versione del Boris Godunov, l’altro.

Il 13 gennaio del 1873 La fanciulla di Pskov va in scena al teatro Mariinskij e Rimskij-Korsakov diventa professore di Composizione al Conservatorio di San Pietroburgo. Nuovi sviluppi lo catturano anche a livello sentimentale: sposa Nadezhda Nikolayevna Purgold, la pianista del Gruppo che l’aveva aiutato ad orchestrare l’opera. Negli anni successivi, sono elaborate tre versioni de La fanciulla di Pskov e l’ultima, fin dalla sua primanel 1895, è rappresentata in tutti i teatri russi e non solo: nel 1909, Djaghilev la propone in Francia con il titolo di Ivan il Terribile.

Subito dopo la seconda versione, Korsakov dirige la propria attenzione ad un’altra opera il cui soggetto è molto caro alla sua sposa: La notte di maggio, uno degli otto racconti di Veglie alla fattoria presso Dikan'ka di Nikolaj Vasil'evič Gogol. Il Maestro compone l’opera direttamente nella partitura d’orchestra, mentre sua moglie Nadesda s’impegna a ridurla per canto e pianoforte. La ragione dell’importanza di questa novella per la coppia è da ricercarsi in una scelta che oggi potrebbe farci sorridere per l’ingenuità, la sensibilità e il romanticismo di tempi più civili ed educati: era stata la lettura comune la sera prima del loro fidanzamento!

Nel febbraio del 1880, Rimskij-Korsakov rilegge il poema La fanciulla di neve, che aveva già conosciuto nella trasposizione teatrale con le musiche di scena di Ciajkovskij. Il poema di Ostrovskij risponde ai suoi nuovi interessi per la mitologia slava, per le fonti pagane dei riti, dei costumi, delle cerimonie, dei canti popolari russi. Qui procede al contrario de La notte di maggio e cioè iniziando a comporre lo spartito per canto e pianoforte e poi passando all’orchestrazione. L’opera ottiene un vivido successo e Djaghilev la sceglie, insieme al Boris Godunov, per la presentazione a Parigi nel maggio 1908. Il Maestro la considerava la migliore delle sue opere ed oggi è ancora assiduamente rappresentata in Russia.
L’anno successivo, il 1881, è drammatico per Korsakov: muore Mussorgskij e l’esecutore testamentario, Filipov, gli affida tutti i manoscritti e gli appunti. Rimskij-Korsakov, per onorare il compagno di studi e l’amico, si mette subito al lavoro su Khovanshchina e poi su altre composizioni tra le qual Una notte sul monte Calvo.
Quello di portare a conclusione l’arte degli altri componenti del Gruppo dei Cinque, pare il destino di Korsakov: nel 1887 muore Borodin e Rimskij-Korsakov, insieme all’allievo Glazunov, orchestra e completa Il Principe Igor; successivamente, si rivolge soprattutto alla musica sinfonica e scrive Capriccio spagnolo(1887), Sheherazade e La grande Pasqua russa (1888). In questo stesso ultimo anno, il 1888, avviene un momento decisivo per il cammino artistico di Korsakov: la compagnia Neumannrappresenta a San Pietroburgo e a Mosca L’Anello del Nibelungo di Richard Wagner e da questo momento il Maestro decide che la sua attività si svolgerà principalmente per il teatro. Nei diciannove anni che intercorrono tra il 1889 e il 1907, scrive infatti dodici opere.

Riprende l’abortita Mlada, composta nel 1872, e nel 1892 l’opera va in scena al Marijnskij. È purtroppo un fallimento, soprattutto a causa dell’insufficienza coreografica. In Mlada emerge chiara l’influenza wagneriana con pagine strumentali di carattere oleografico, alcune ardite, e martellanti altre, tanto che anticipano il carattere de Le Sacre du Printemps di Stravinskij.
Nel 1893, la morte di Ciajkovskij, divenuto negli ultimi anni suo amico e non più fiero oppositore, lo addolora profondamente, ma gli risolve un problema, quella di mettere in musica anche lui La fanciulla di neve, che riassumerà il titolo originale di Gogol: La notte prima di Natale. Già durante la scrittura della partitura, Rimskij-Korsakov ha cominciato a dar corpo all’idea di trarre un’opera dalla leggenda di Sadko, parte del ciclo di Novgorod. Ma un altro impegno lo pressa: quello di condurre a conclusione l’orchestrazione e la revisione del Boris Godunov dell’amico Mussorgskij, che vede la luce nell’autunno del 1905 nella sua forma definitiva.

Le prime idee musicali per Sadko sono scritte nell’estate del 1894 e la stesura, con varie interruzioni, prosegue fino all’autunno del 1896. La critica sottolineò nell’opera le reminiscenze di tanti compositori, da Liszt a Wagner, a Johann Strauss e, naturalmente, a Borodin e Mussorgskij, ma il risultato complessivo è unitario e Korsakov aveva ragione a considerare Sadko come l’opera che concludeva un periodo della sua attività compositiva.
Il 1897 è ricco di progetti: Korsakov mette in musica due scene drammatiche Mozart e Salieri e Il convitato di pietra di Puskin. La prima divenne in seguito uno dei cavalli di battaglia di Fëdor Saljapin e ancora oggi è assiduamente rappresentata in Russia, prediletta dai bassi che nel personaggio di Salieri trovano la possibilità d’esprimere non solo la qualità di cantante ma anche quelle di attore.

Il Maestro riprende poi La fanciulla di Pskov che trasforma in un’opera in un atto La boiarda Vera Seloga e, instancabile, s’impegna subito dopo a musicare La sposa dello zar: un altro dramma di Mej, che segna l’inizio di un filone anche pessimistico di Rimskij-Korsakov ad accompagnare la sua piena maturità musicale. Questo genere s’alterna con quello fantastico e, infatti, il successivo lavoro di Korsakov è La favola dello zar Saltan con l’apparizione della città incantata nell'isola di Bujan, le navi che si allontanano verso il regno di Saltan, la trasformazione del principe Gvidon in calabrone, le tre meraviglie che la Principessa Cigno dona al principe...

Seguono due drammi ancora di Mej e non abbracciati dalla fortuna – Servilia e Il signor governatore – e nel 1901 Korsakov ritorna alla fiaba russa con Kashej l’immortale che sviluppa il discorso sonoro de La favola dello zar Saltan verso La leggenda della città invisibile di Kitež, da una parte, e verso La fanciulla del galletto d’oro dall’altra.
Ma oramai il Maestro ha raggiunto la maturità artistica per offrire l’opera che sarà definita il Parsifal russo: La leggenda dell'invisibile città di Kitez e della fanciulla Fevronija. La storia è ricavata da due leggende fuse insieme e nate nel 1200, che raccontano dell’invasione dei tartari e di San Pietro e della Santa Fevronia.

Alla conclusione della partitura, scoppiarono i moti che portarono alla prima rivoluzione russa del 1905 e Rimskij-Korsakov prese pubblicamente posizione contro il direttore del Conservatorio, Bernhardt, che voleva far intervenire la polizia contro gli studenti che manifestavano. La sua sospensione fu immediata e, per solidarietà, anche i colleghi Ljadov, Glazunov e Blumenfeld si dimisero per protesta. Per ringraziare il loro Maestro che li aveva difesi con coraggio, gli studenti organizzarono per la fine di marzo una rappresentazione di Kascej l'immortale, diretta da Glazunov. Il teatro fu evacuato dalla polizia e sospesa l'esecuzione, ma ciò non bastò per punire Rimskij-Korsakov: tutte le sue opere furono interdette.
Il Maestro non cambiò opinione e neppure opinione e stile di vita e si mise a comporre Dubinushka, una serie di variazioni sinfoniche su un canto dei rivoluzionari del 1905.

Una malattia del figlio Andrej gli propone l’occasione per lasciare la Russia e raggiungere l’Italia, il lago di Garda, ma nell’autunno il Conservatorio elegge quale direttore Glazunov e ritrova la sua indipendenza: Rimskij-Korsakov è richiamato al suo posto di professore e torna a scrivere.
Nell’ottobre 1906 inizia la composizione di La fanciulla del galletto d’oro da un’altra favola in versi di Puskin, scritta nel 1834. A settembre la partitura è ultimata, ma Korsakov non può assistere alla rappresentazione dell’opera: la censura intervenne con molti cambiamenti e quando nella primavera del 1908 pareva che ogni ostacolo fosse superato, le condizioni di salute del Maestro s’aggravarono e nel giugno del 1908 muore per angina.
La sua tomba si trova al Cimitero Tichvin, nel Monastero di Alexander Nevskij, poco distante da quella dell’amico Modest Mussorgskij.

Massimo Carpegna


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Massimo Carpegna
Massimo Carpegna

Visiting Professor London Performing Academy of Music di Londra. Docente di Formazione Corale e del master in Musica e Cinema presso Istituto Superiore di Studi Musicali Vecchi Tonelli..   Continua >>



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