'È una azione artistica che nasce indipendente e dal basso, fondata su un principio semplice quanto potente: la partecipazione. Milioni di fan potrebbero contribuire simbolicamente donando un euro ciascuno alla costruzione dell'edificio e, una volta completato, lasciare all'interno la propria firma, il proprio segno, il proprio colore. Chi desidererà dare di più avrà la possibilità di scrivere il proprio nome in dimensioni maggiori; le superfici interne diventeranno un grande affresco vivo e in continua evoluzione. L’architettura si basa, come detto, sulla forma di un enorme cappello tridimensionale, pensato non solo come simbolo, ma come spazio polifunzionale e performante - spiega l'artista -. La parte anteriore è costituita dal frontino, trasformato in una grande tettoia scenografica. L'ingresso è segnato da una vetrata a monocolo specchiato, elemento riconoscibile che riflette il paesaggio e accoglie il pubblico. La platea interna ha una inclinazione studiata per garantire una visione estremamente nitida del palco. Nella versione estiva, l'auditorium si apre verso l'esterno: il palco diventa visibile anche dall'anfiteatro adiacente grazie all'apertura posteriore, che richiama il registro di un cappello. Si tratta di unico spazio che può dialogare dentro e fuori la struttura, tra concerto e paesaggio. Le 'borchie' del cappello non sono semplici elementi decorativi, ma grandi oblò che portano la luce in uffici, servizi e spazi di supporto. Lungo tutto il perimetro dentro il cappello, a partire dall'ingresso, si sviluppa un percorso espositivo permanente che racconta l'evoluzione artistica del cantautore emiliano, dagli esordi fino ai giorni nostri. Il percorso cronologico sarebbe fatto di immagini, testi, installazioni e contributi visivi'.Ai lati dell'ingresso trovano spazio un bar e un'area dove si possono trovare oggetti originali appartenuti all'artista in possesso dei fan. L’iniziativa avrebbe anche un fine solidale: una volta completato l'edificio, l'eventuale ricavato eccedente sarebbe destinato alla beneficenza o a iniziative sociali e culturali, secondo le modalità che verranno stabilite dagli enti e dai soggetti che gestiranno l'operazione. Un auditorium disegnato sul cappello di Vasco: la suggestiva idea arriva da Padova
Il progetto è frutto della grande passione per la musica del celebre rocker di Zocca di un inventore padovano, Marco Bellavere
'È una azione artistica che nasce indipendente e dal basso, fondata su un principio semplice quanto potente: la partecipazione. Milioni di fan potrebbero contribuire simbolicamente donando un euro ciascuno alla costruzione dell'edificio e, una volta completato, lasciare all'interno la propria firma, il proprio segno, il proprio colore. Chi desidererà dare di più avrà la possibilità di scrivere il proprio nome in dimensioni maggiori; le superfici interne diventeranno un grande affresco vivo e in continua evoluzione. L’architettura si basa, come detto, sulla forma di un enorme cappello tridimensionale, pensato non solo come simbolo, ma come spazio polifunzionale e performante - spiega l'artista -. La parte anteriore è costituita dal frontino, trasformato in una grande tettoia scenografica. L'ingresso è segnato da una vetrata a monocolo specchiato, elemento riconoscibile che riflette il paesaggio e accoglie il pubblico. La platea interna ha una inclinazione studiata per garantire una visione estremamente nitida del palco. Nella versione estiva, l'auditorium si apre verso l'esterno: il palco diventa visibile anche dall'anfiteatro adiacente grazie all'apertura posteriore, che richiama il registro di un cappello. Si tratta di unico spazio che può dialogare dentro e fuori la struttura, tra concerto e paesaggio. Le 'borchie' del cappello non sono semplici elementi decorativi, ma grandi oblò che portano la luce in uffici, servizi e spazi di supporto. Lungo tutto il perimetro dentro il cappello, a partire dall'ingresso, si sviluppa un percorso espositivo permanente che racconta l'evoluzione artistica del cantautore emiliano, dagli esordi fino ai giorni nostri. Il percorso cronologico sarebbe fatto di immagini, testi, installazioni e contributi visivi'.Ai lati dell'ingresso trovano spazio un bar e un'area dove si possono trovare oggetti originali appartenuti all'artista in possesso dei fan. L’iniziativa avrebbe anche un fine solidale: una volta completato l'edificio, l'eventuale ricavato eccedente sarebbe destinato alla beneficenza o a iniziative sociali e culturali, secondo le modalità che verranno stabilite dagli enti e dai soggetti che gestiranno l'operazione. Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.
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