Elogio della tracotanza si può leggere anche tutto d’un fiato. Con stile fluido tanto elegante nella forma, quanto diretto e toccante nei contenuti e nei riferimenti alle persone care (dal papà modello di generosità al grande amico scomparso prematuramente), la “tracotanza” emerge come impulso vitale, strumento a tratti doloroso ma necessario che spinge a superare i propri limiti, le colonne d’Ercole dello spirito imposte dalla società, dalla cultura, dalle convenzioni. In un eterno, e sempre in divenire, equilibrio tra etica ed estetica; l’etica di una famiglia 'tradizionale', nutrita anche da valori di matrice cattolica, e l’estetica di chi non si accontenta dell’ordinario. Una tensione continua, una sfida a ciò si è e si appare agli altri, sospesi tra radici profonde e desiderio di superamento, tra ciò che si eredita e ciò che si sceglie di diventare, tra una solitudine che fa paura e il conforto della consapevolezza che un viaggio, pur accompagnato, è e rimane personale e solitario, e soprattutto che percorrerlo ha senso, anche quando la meta, non è chiara e, appunto, fa paura. Una tracotanza che diventa strumento per superare e superarsi, per affrontare la sfida mettendosi in cammino verso l’obiettivo più alto: il diventare se stessi e che ancora, ci si rende conto, non si è. La tracotanza, spogliata dalla arroganza, è ciò che spinge al cammino. Una strada da percorrere, quello che emerge dal libro, che una volta imboccata, non ammette stop. Quando il motore del maggiolone che l’autore ha in garage si accenderà non potrà fermarsi e soprattutto non potrà più invertire la marcia. Il motore è ok e il pieno di benzina è stato fatto. Basta girare la chiave e partire, per aprire una nuova, forse definitiva, pagina.

E’ in questa dimensione che l’Elogio della tracotanza rappresenta un racconto sì personale, ma con tratti universali nei quali ciascuno, pur nelle diverse esperienze della propria vita, può riconoscersi e può riconoscere a che punto è il proprio viaggio.
Gi.Ga.
Il libro di Giuseppe ora è anche sugli scaffali della Ubik, pronto a continuare quel dialogo iniziato in libreria

(1).jpg)
