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Elogio della tracotanza: partecipata serata di presentazione alla Ubik

Elogio della tracotanza: partecipata serata di presentazione alla Ubik

In un dialogo aperto con Eugenio Tangerini e con il pubblico, il libro di Giuseppe Leonelli, viaggio intimo e personale che riflette l’universale


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Spazio della libreria Ubik di Modena gremito con persone in piedi per la presentazione, ieri sera, dell’ultimo libro ‘Elogio della Tracotanza’ di Giuseppe Leonelli, giornalista, direttore della nostra testata. Più che una classica presentazione, l’incontro si è subito trasformato in un dialogo fitto e spontaneo tra due colleghi nel quale si è dipanata la matassa che lega i capitoli: quella tracotanza che assume mano a mano che le pagine scorrono velocemente, il suo vero significato intimo e positivo.
Elogio della tracotanza si può leggere anche tutto d’un fiato. Con stile fluido tanto elegante nella forma, quanto diretto e toccante nei contenuti e nei riferimenti alle persone care (dal papà modello di generosità al grande amico scomparso prematuramente), la “tracotanza” emerge come impulso vitale, strumento a tratti doloroso ma necessario che spinge a superare i propri limiti, le colonne d’Ercole dello spirito imposte dalla società, dalla cultura, dalle convenzioni. In un eterno, e sempre in divenire, equilibrio tra etica ed estetica; l’etica di una famiglia 'tradizionale', nutrita anche da valori di matrice cattolica, e l’estetica di chi non si accontenta dell’ordinario.
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Una tensione continua, una sfida a ciò si è e si appare agli altri, sospesi tra radici profonde e desiderio di superamento, tra ciò che si eredita e ciò che si sceglie di diventare, tra una solitudine che fa paura e il conforto della consapevolezza che un viaggio, pur accompagnato, è e rimane personale e solitario, e soprattutto che percorrerlo ha senso, anche quando la meta, non è chiara e, appunto, fa paura. Una tracotanza che diventa strumento per superare e superarsi, per affrontare la sfida mettendosi in cammino verso l’obiettivo più alto: il diventare se stessi e che ancora, ci si rende conto, non si è. La tracotanza, spogliata dalla arroganza, è ciò che spinge al cammino. Una strada da percorrere, quello che emerge dal libro, che una volta imboccata, non ammette stop. Quando il motore del maggiolone che l’autore ha in garage si accenderà non potrà fermarsi e soprattutto non potrà più invertire la marcia. Il motore è ok e il pieno di benzina è stato fatto. Basta girare la chiave e partire, per aprire una nuova, forse definitiva, pagina.

E’ in questa dimensione che l’Elogio della tracotanza rappresenta un racconto sì personale, ma con tratti universali nei quali ciascuno, pur nelle diverse esperienze della propria vita, può riconoscersi e può riconoscere a che punto è il proprio viaggio.
Una tracotanza che diventa strumento di evoluzione personale, quasi inconsapevole, ma necessaria per crescere, trasformarsi e realizzarsi. In un racconto capace di coinvolgere, generare empatia con l’autore. Come è successo ieri sera, tra un pubblico fatto di amici, conoscenti, semplici curiosi e anche rappresentanti istituzionali, che ha partecipato attivamente condividendo impressioni e contribuendo a rendere l’incontro un vero confronto. Su una storia e su un cammino personale che è anche comune, umanamente universale, e che ci invita ad andare oltre, con sana, positiva e sempre rinnovata tracotanza.

 

Gi.Ga.

 

Il libro di Giuseppe ora è anche sugli scaffali della Ubik, pronto a continuare quel dialogo iniziato in libreria
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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