'Oggi la Cisl Emilia Centrale e il suo segretario, insieme alla categoria degli alimentaristi Fai/Cisl, hanno fatto una conferenza stampa a difesa dell’accordo separato in Castelfrigo del 27 dicembre, che è sorprendente poiché ribadisce la validità di un accordo che discrimina fra i soci-lavoratori delle cooperative che hanno scioperato e quelli che invece hanno continuato a lavorare in questi mesi' - così Manuela Gozzi, segretaria Cgil Modena torna ad attaccare la Cisl.
'Quanto ribadito stamattina è innanzitutto in netto contrasto con l’accordo regionale sottoscritto lo scorso 29 dicembre tra Cgil-Cisl-Uil, le associazioni datoriali Confindustria Emilia Romagna e cooperative Aci Emilia Romagna, e la Regione stessa, sulla vicenda Castelfrigo per garantire la ri-occupazione dei 127 soci-lavoratori licenziati dalle cooperative. Un accordo che mira dunque alla soluzione della vertenza Castelfrigo con l’impegno di tutti i firmatari alla ricollocazione di tutti i 127 lavoratori licenziati e non solo di una parte di essi. Un accordo che ha al tempo stesso l’ambizione di prevedere laridefinizione di un nuovo modello di sviluppo dell’intero distretto modenese delle carni, al fine di contrastare le cooperative spurie, la diffusa illegalità e irregolarità contributiva e fiscale, lo sfruttamento del lavoro, per ridefinire un modello produttivo insomma che coniughi qualità dei prodotti con qualità del lavoro - continua la Cgil -.
'Soprattutto non mi capacito di come un’organizzazione sindacale abbia agito con segretezza e firmato già il 22 novembre un verbale di incontro che individua la possibilità di continuità lavorativa solo per i lavoratori che non facevano sciopero - chiude la Gozzi -. Ricordo che il diritto di sciopero è sancito della Costituzione ed è un diritto indisponibile, e non dovrebbe far parte della cultura di nessun sindacalista tentare di derogare ad esso tramite un accordo aziendale'.


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