In Europa è in discussione in questi giorni un tema cruciale per l’intero comparto industriale, e in particolare per il settore ceramico: la revisione delle quote gratuite di emissione da assegnare nei prossimi cinque anni alle imprese esposte al rischio di delocalizzazione a causa dei maggiori costi legati al sistema ETS sulle emissioni di CO₂.
Mercoledì scorso a Bruxelles i governi europei - nella riunione del Coreper - hanno approvato la posizione negoziale del Consiglio sul dossier introducendo miglioramenti rispetto alla proposta della Commissione. L'Italia si è astenuta, ma non per contrarietà: ha sostenuto il testo che introduce miglioramenti significativi per la competitività di tutta l'industria - innalzando le assegnazioni gratuite per gli impianti che usano il parametro generico di combustibile - ma ha al tempo stesso rivendicato con chiarezza la necessità di un correttivo mirato per il settore ceramico.
'La posizione dei negoziatori italiani è corretta, coerente e costruttiva - commenta Augusto Ciarrocchi, presidente di Confindustria Ceramica - preserva i miglioramenti da introdurre per tutti i settori e la possibilità di una loro rapida attuazione, ma pone ufficialmente il tema della necessità di un correttivo mirato per il settore ceramico, particolarmente esposto alla concorrenza internazionale.
La stessa Commissione europea ha riconosciuto che il nostro settore è, ormai da diversi anni, il più penalizzato dall’approccio generico ai benchmark utilizzato finora. Una penalizzazione che pesa fino a 40 milioni di euro all’anno, risorse che possono restare alle nostre imprese per fare gli investimenti necessari invece che andare alla speculazione finanziaria'.La scelta italiana di non abbandonare il comparto, pur nell'ambito di un'intesa complessivamente positiva, rappresenta un segnale politico importante e va nella giusta direzione. Ora la palla passa al Parlamento europeo, che entro ottobre dovrà votare la proposta. 'Molti europarlamentari italiani, in coordinamento coi colleghi di altri Paesi dove è presente la ceramica, si sono responsabilmente attivati all’interno dei rispettivi gruppi politici. Sono stati depositati diversi emendamenti per correggere questa distorsione che penalizza le nostre imprese che, pur avendo investito moltissimo in efficienza, non possono riconoscersi in un parametro generico che considera anche tecnologie non utilizzabili' - conclude Ciarrocchi.
La sensibilità verso le specificità della ceramica non è uniforme in tutta Europa; servirà pertanto un impegno costante perché la voce del settore non si disperda nel negoziato interistituzionale che si aprirà dopo la votazione in Parlamento.



