Articoli Economia

'Chiusura della storica Cores: un sistema che soffoca chi produce'

'Chiusura della storica Cores: un sistema che soffoca chi produce'

'Un’azienda storica, con un fatturato che fino a poco tempo fa superava i 13 milioni di euro, si è trovata comunque costretta alla chiusura'


2 minuti di lettura

'La liquidità scarsa unita alla contrazione del mercato sta causando una scia infinita di “decessi imprenditoriali” e la chiusura della storica Cores (ex Coop Legno) è solo l’ennesimo tassello di un mosaico che si sta sgretolando sotto i nostri occhi nell’indifferenza di chi dovrebbe intervenire. La colpa, detta in estrema sintesi, è di un sistema economico che punisce chi produce, di un sistema bancario che ha rinunciato colpevolmente al proprio compito riversando le proprie attenzioni solo su finanza, acquisizioni e utili spregiudicati e di un sistema politico-amministrativo sempre più avido nel drenare risorse dal tessuto produttivo per alimentare una macchina burocratica inefficiente e parassitaria'. A parlare è Bruno Rinaldi di Popolo e Libertà.
'Il risultato è quello che vediamo: le aziende chiudono, il lavoro scompare, intere famiglie si trovano senza prospettive mentre chi potrebbe fare qualcosa si limita a convocare tavoli assolutamente insufficienti e concepiti con logiche di trent’anni fa, incapaci di affrontare le nuove sfide economiche e industriali. Il problema non è limitato alla Cores ma si sta diffondendo a macchia d’olio in tanti settori della produzione, perché le difficoltà non riguardano più solo alcune realtà ma stanno diventando sistemiche, un collasso annunciato che nessuno vuole fermare.
Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme
Occorre convocare le banche e strigliarle severamente affinché tornino ad aprire le maglie del credito, perché non si può continuare a permettere che il sistema bancario guardi solo agli utili finanziari senza svolgere il suo ruolo di supporto all’economia reale. Allo stesso modo, è necessaria una riduzione drastica dei tributi comunali e una revisione dell’intero impianto fiscale che oggi sta letteralmente strangolando le imprese. Se così non si fa, il sistema è destinato a crollare definitivamente, perché non si tratta più solo di una crisi passeggera ma di una tendenza irreversibile che porterà al collasso totale se non si interviene con misure concrete. E la situazione è resa ancora più grave dal fatto che anche a livello governativo si sta annaspando con provvedimenti nettamente insufficienti, scritti da chi non ha mai dovuto affrontare le difficoltà di un imprenditore medio o piccolo e che quindi non ha la minima idea di cosa significhi lottare ogni giorno per tenere in piedi un’attività tra tasse, burocrazia, crediti bloccati e concorrenza sleale. La vicenda della Cores ne è la dimostrazione più lampante: un’azienda storica, con un fatturato che fino a poco tempo fa superava i 13 milioni di euro, si è trovata comunque costretta alla chiusura perché schiacciata da costi insostenibili, da una struttura immobiliare energivora e da una totale mancanza di sostegno.
E ora, più di 65 lavoratori si trovano a rischio, senza certezze e senza neppure la sicurezza di uno stipendio il 10 marzo - chiude Rinaldi -. Il tutto mentre si convocano tavoli di salvaguardia che servono solo a prolungare l’agonia, perché senza un cambio di passo reale non ci sarà nulla da salvare. La verità è che questo Paese sta distruggendo il proprio sistema produttivo con le proprie mani e quando ci si renderà conto del danno sarà ormai troppo tardi'.
Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.