'Leggiamo con incredulità il comunicato diffuso da alcune associazioni di categoria. Prima esprimono una valutazione positiva sull'operato del Governo poi denunciano la gravità dell'aumento del prezzo del gasolio. Delle due l'una: o il Governo ha davvero risolto il problema oppure il problema continua ad esistere. Cercare di sostenere entrambe le tesi nello stesso comunicato significa prendere in giro gli autotrasportatori'. È questo il commento di Cinzia Franchini, presidente nazionale di Ruote Libere, che torna sulle misure adottate dal Governo sul fronte del caro carburanti.
'Noi non cambiamo idea a seconda dell'interlocutore. Lo abbiamo scritto chiaramente pochi giorni fa: i 300 milioni destinati al credito d'imposta rappresentano un segnale importante, ma non sono la soluzione del problema. Lo stesso vale per la riduzione delle accise. Se oggi gli stessi che applaudono il Governo ammettono che il prezzo del gasolio continua a mettere in ginocchio le imprese, stanno semplicemente confermando ciò che Ruote Libere aveva già denunciato - continua Franchini -. Il vero problema è un altro. Da troppo tempo una parte della rappresentanza dell'autotrasporto preferisce compiacere i Governi invece di pretendere riforme vere. Ogni volta si celebra il decreto del momento, salvo tornare pochi giorni dopo a lamentare gli stessi problemi.
È un copione che gli autotrasportatori conoscono fin troppo bene'.
Ruote Libere ribadisce che il settore continua a pagare integralmente gli aumenti del carburante senza poterli trasferire automaticamente alla committenza. 'È inaccettabile che il gasolio, che rappresenta la materia prima del nostro lavoro, continui a gravare quasi esclusivamente sulle imprese di trasporto. Da oltre quindici anni proponiamo il Fuel Surcharge obbligatorio, un sistema di accise mobili che non penalizzi l'autotrasporto professionale e un rimborso delle accise riservato al conto terzi. Queste sono riforme strutturali. Tutto il resto significa semplicemente rinviare il problema. Gli autotrasportatori non hanno bisogno di associazioni che fanno da ufficio stampa del Governo. Hanno bisogno di rappresentanti che abbiano il coraggio di dire quando un provvedimento è insufficiente, anche a costo di risultare scomodi. Noi continueremo a farlo, perché preferiamo perdere qualche applauso nei palazzi piuttosto che la fiducia delle imprese che rappresentiamo'.




