Le tensioni internazionali stanno producendo effetti immediati sul prezzo del gasolio con aumenti estremamente rapidi che rischiano di mettere sotto pressione migliaia di imprese della logistica e del trasporto merci. ‘Nel nostro caso concreto – dichiara Cinzia Franchini, presidente dell’associazione Ruote Libere – il 26 febbraio un rifornimento di gasolio costava 1,729 euro al litro. Oggi la consegna per lunedì in extrarete è quotata a circa 2,10 euro al litro. Parliamo di un aumento superiore al 21% nel giro di pochi giorni’.
Nel trasporto merci il carburante rappresenta la principale materia prima. Mediamente il gasolio incide tra il 30% e il 35% dei costi operativi di un mezzo pesante e un camion impegnato nel trasporto nazionale consuma circa 30-35 mila litri di gasolio all’anno.
’Un aumento di circa 37 centesimi al litrocomporta oltre 11.000 euro di costi in più all’anno per ogni autocarro – prosegue Franchini –. In una piccola impresa con cinque mezzi si superano facilmente i 55.000 euro di costi aggiuntivi’.
Alla tensione internazionale si somma inoltre un fattore interno che sta incidendo sui costi del comparto: l’allineamento delle accise tra benzina e gasolio entrato in vigore il 1° gennaio 2026, che ha aumentato la base fiscale del diesel utilizzato nel trasporto merci.
’È un dato di fatto – osserva Franchini – che chi trasporta le
merci oggi si trova ad affrontare una doppia pressione: da un lato l’aumento del prezzo del carburante sui mercati internazionali, dall’altro un incremento della componente fiscale introdotto a inizio anno’.
Ruote Libere non chiede interventi corporativi ma misure strutturali che garantiscano stabilità al sistema economico. In Italia circa il 90% delle merci viaggia su strada almeno per una parte del percorso, e la logistica rappresenta un’infrastruttura essenziale per garantire continuità alle catene di approvvigionamento.
Secondo l’associazione è inoltre necessario affrontare un nodo strutturale del settore: la gestione del rischio legato al costo del carburante nei contratti di trasporto. ‘Il gasolio è una materia prima e come tale dovrebbe essere trattato nei contratti – afferma Franchini –. Oggi esiste già una norma che prevede l’adeguamento del corrispettivo del trasporto al variare del prezzo del carburante, ma nella pratica viene spesso aggirata o non applicata, anche perché molti rapporti nel settore si basano ancora su accordi verbali’.
Per questo Ruote Libere propone di rendere automatico e cogente l’adeguamento del prezzo del trasporto al variare del costo del carburante, prevedendo la nullità delle clausole contrattuali che non includono tale meccanismo.
‘Non chiediamo sussidi pubblici – conclude Franchini – ma regole di mercato più equilibrate.
L’associazione chiede inoltre interventi immediati per contenere l’impatto degli aumenti: utilizzo delle riserve di carburante a disposizione dello Statoper attenuare la volatilità dei prezzi; sterilizzazione temporanea dell’IVA sui carburanti, oggi applicata anche sulle accise determinando di fatto una tassa su una tassa.
Ruote Libere sottolinea infine che gli eventuali aumenti dei prezzi che potrebbero comparire sugli scaffali dei supermercati nelle prossime settimane non possono essere attribuiti agli autotrasportatori. ’Il trasporto su camion incide mediamente solo per pochi centesimi sul prezzo finale dei prodotti alimentari – conclude Franchini –. Se i consumatori dovessero vedere aumenti più consistenti sugli scaffali, la responsabilità non potrà essere attribuita alla logistica ma a dinamiche speculative che si generano lungo altre fasi della filiera energetica e commerciale’.
Foto: Cinzia Franchini, presidente Ruote Libere, oggi durante l’intervento alla trasmissione “Mi manda Raitre”


