'Nell’ultimo tavolo le OOSS hanno rimarcato la richiesta di passare i lavoratori alle dipendenze di Italpizza attraverso l’art. 2112 del Codice Civile -aspetto non contemplato nell’accordo quadro di luglio 2019-. Tale modalità ha posto un problema giuridico, in quanto, applicabile nei casi di cessione di ramo d’azienda. Italpizza aveva già garantito il passaggio di tutti i lavoratori, nessuno escluso, tuttavia, essendoci stato finalmente un “dialogo” con tutte e tre le OOSS, responsabilmente ha ritenuto di fare un ulteriore sforzo, particolarmente oneroso, negoziato con Evologica l’acquisto del ramo d’azienda e creando così i presupposti civilistici per l’applicazione del art. 2112'.
'Ad ulteriore conferma della serietà e dell’impegno dell’azienda verso le maestranze, Italpizza si è resa disponibile ad anticipare ai lavoratori, anche se in costanza di rapporto di lavoro, tutto il TFR maturato e a garantire la restituzione delle quote sociali, versate dai lavoratori alla Coop. Evologica. Inoltre, Italpizza ha rilanciato impegnandosi a trasferire immediatamente nuovo lavoro nello stabilimento di Modena al fine di creare le condizioni per la chiusura dello stato di Cassa integrazione, assorbire tutti gli esuberi e addivenire a nuove assunzioni. A parziale compensazione degli ulteriori sforzi di Italpizza, le OOSS hanno concesso una dilazione a 12 mesi dell’applicazione del 6° livello del CCNL Industria Alimentare, come avanzato dalla azienda stessa in fase iniziale delle trattative - prosegue la nota -. Italpizza ha sempre creduto nel dialogo respingendo con fermezza qualsiasi forma di violenza, anche questa volta non ha ceduto agli estremisti, consentendo che anche l’ultimo incontro con le OOSS avvenisse in un clima sereno e di reciproco rispetto. Ha prevalso il dialogo e la ragionevolezza che hanno portato ad una mediazione equilibrata. Merito anche di alcuni sindacati che hanno affrontato la situazione con responsabilità e nell’unico interesse dei lavoratori.



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