Il contagio da Covid-19, se contratto in azienda, è infortunio sul lavoro non malattia. È quanto emerge dal combinato disposto del decreto “Cura Italia” e delle ultime circolari Inail che aprono spazio a potenziali profili di responsabilità anche penale per il datore di lavoro che non abbia adottato le misure necessarie a prevenire il rischio-contagio, con reati che possono arrivare ad ottemperare anche l’omicidio colposo.
Guido Sola, avvocato penalista esperto di modelli di organizzazione e gestione e risk assessment conferma il rischio penale per gli imprenditori: «In caso di un lavoratore che contraesse il covid-19 in azienda la magistratura inquirente può e deve accertare eventuali negligenze proprie del datore di lavoro prima di, eventualmente, prosciogliere lo stesso dalle accuse. Il punto è se, avendo puntualmente ottemperato a tutti gli obblighi di legge in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, all’esito delle indagini preliminari, il datore di lavoro possa essere appunto prosciolto dalle accuse».
Quali sono gli strumenti a disposizione degli imprenditori per evitare, dopo le indagini preliminari, il processo penale?
«Bisogna essere chiari: un conto è il procedimento penale – leggasi: indagini preliminari –, altro conto è il processo penale.
Per gli imprenditori considerare il contagio come infortunio e non malattia è una scelta sbagliata da parte del Governo che rischia di costringere migliaia di piccole e micro imprese a non riprendere l’attività.
«Il momento è certamente delicato e va affrontato con assoluta attenzione – spiega il penalista modenese Sola - bisogna cambiare mentalità questa fase non deve essere vissuta solo come ri-apertura ma come ri-organizzazione per le aziende alle


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