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L'infortunio da Covid, nuovi rischi penali per le aziende

L'infortunio da Covid, nuovi rischi penali per le aziende

Le possibili conseguenze dei Decreti. L'avvocato Sola: 'La possibilità che il contagio non sia gestito come una malattia apre spazi di responsabilità penale'


2 minuti di lettura

Il contagio da Covid-19, se contratto in azienda, è infortunio sul lavoro non malattia. È quanto emerge dal combinato disposto del decreto “Cura Italia” e delle ultime circolari Inail che aprono spazio a potenziali profili di responsabilità anche penale per il datore di lavoro che non abbia adottato le misure necessarie a prevenire il rischio-contagio, con reati che possono arrivare ad ottemperare anche l’omicidio colposo.

Guido Sola, avvocato penalista esperto di modelli di organizzazione e gestione e risk assessment conferma il rischio penale per gli imprenditori: «In caso di un lavoratore che contraesse il covid-19 in azienda la magistratura inquirente può e deve accertare eventuali negligenze proprie del datore di lavoro prima di, eventualmente, prosciogliere lo stesso dalle accuse. Il punto è se, avendo puntualmente ottemperato a tutti gli obblighi di legge in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, all’esito delle indagini preliminari, il datore di lavoro possa essere appunto prosciolto dalle accuse».

Quali sono gli strumenti a disposizione degli imprenditori per evitare, dopo le indagini preliminari, il processo penale?

«Bisogna essere chiari: un conto è il procedimento penale – leggasi: indagini preliminari –, altro conto è il processo penale.

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Allorquando, in occasione di lavoro, si verifichi un infortunio in danno d’un lavoratore dipendente, è assolutamente “normale” che la magistratura inquirente “investighi” per comprendere se vi sono state o meno negligenze da parte del datore di lavoro. Altro conto è il processo penale, che s’aprirebbe unicamente all’esito delle indagini preliminari e solamente laddove il pubblico ministero, sulla base delle stesse, si convincesse della negligenza propria del datore di lavoro. Ma se, all’esito delle indagini preliminari, emergesse che negligenza propria del datore di lavoro non v’è stata, cioè, che il datore di lavoro ha puntualmente ottemperato a tutti gli obblighi di legge in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, il processo penale non vi sarebbe, perché il pubblico ministero, ritenendo infondata la notizia di reato, ne chiederebbe la tempestiva archiviazione al giudice per le indagini preliminari».

Per gli imprenditori considerare il contagio come infortunio e non malattia è una scelta sbagliata da parte del Governo che rischia di costringere migliaia di piccole e micro imprese a non riprendere l’attività.

«Il momento è certamente delicato e va affrontato con assoluta attenzione – spiega il penalista modenese Sola - bisogna cambiare mentalità questa fase non deve essere vissuta solo come ri-apertura ma come ri-organizzazione per le aziende alle

quali può essere estremamente utile adottare moderni strumenti di compliance adattiva 2.0. Proprio questi strumenti possono dare una grossa mano agli imprenditori per prevenire rischi, anche penali, e sanzioni».

 

 

 

 

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