Parole che svelano i limiti di una classe dirigente che negli anni è stata incapace di esprimere e costruire una alternanza al Sistema di potere del centrosinistra e che in questa tornata elettorale non è riuscita a coinvolgere nemmeno il proprio elettorato. Del resto è vero che sono stati fatti incontri e confronti, ma la credibilità e la rete in grado si supportare un progetto, non si costrisce in quattro settimane. I dirigenti di Fdi sul territorio, in primis il referente regionale Michele Barcaiuolo, che oggi invitavano a votare Sì al referendum, erano gli stessi che ieri avevano scelto e imposto candidature disastrose alle amministrative, che avevano piegato la scelta dei candidati sindaci a logiche legate alle successive elezioni regionali, quando ad essere promossi dovevano essere i fedelissimi prescelti, amici e congiunti. Gli stessi 'leader' che per anni hanno chiuso le porte a forze fresche e originali (si pensi alla figura di Roberto Ricco o dello stesso Sola) per timore di vedere compromesse le proprie rendite di posizione e che mai hanno pensato a un'autocritica.
La sconfitta modenese sul referendum (dove si è registrato un risultato peggiore rispetto al resto d'Italia) affonda le radici in queste storture e nella mancanza di credibilità di chi per poche settimane si è battuto per la causa del Sì, dopo anni di assenza. Paradossalmente l'impressione è che se i dirigenti di Fdi non avessero fatto campagna elettorale, il risultato sarebbe stato migliore.
Questi gli argomenti alla base della critica di Guido Sola. Una critica coraggiosa e inedita in un partito, quello della Meloni, abituato ad avere nell'obbedienza al capo e nel rispetto a prescindere della gerarchia valori assoluti. Ma la fedeltà non fa rima con capacità, anzi spesso è il contrario e a pagarne il prezzo sono tutti i cittadini che puntano a una alternanza vera in un territorio che non l'ha mai conosciuta.
Insomma, Sola ha mostrato il re nudo e - oltre a non essere un bel vedere - ha provato a offrire un contributo costruttivo al cambiamento.
Giuseppe Leonelli

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