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Modena, Fdi senza classe dirigente all'altezza: l'avvocato Sola indica il re nudo e incassa il silenzio punitivo

Modena, Fdi senza classe dirigente all'altezza: l'avvocato Sola indica il re nudo e incassa il silenzio punitivo

Un silenzio punitivo per isolare chi ha osato alzare la mano, per non accreditarlo, per farlo passare come il solito 'livoroso' che cerca spazio personale


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Nel silenzio totale col quale è stata accolta dal centrodestra modenese la debacle referendaria, l'unica analisi seria sulla sconfitta è arrivata dallo storico esponente della destra locale, l'avvocato Guido Sola. 'Giorgia Meloni è seria, preparata e capace ma, come hanno dimostrato anche la totale assenza di vera strategia, di efficace coordinamento operativo e d’effettivo controllo del territorio in occasione dell’importante appuntamento referendario, a mancarle totalmente è una classe dirigente che meriti d’essere definita tale' - ha detto Guido Sola.

 

Parole che svelano i limiti di una classe dirigente che negli anni è stata incapace di esprimere e costruire una alternanza al Sistema di potere del centrosinistra e che in questa tornata elettorale non è riuscita a coinvolgere nemmeno il proprio elettorato. Del resto è vero che sono stati fatti incontri e confronti, ma la credibilità e la rete in grado si supportare un progetto, non si costrisce in quattro settimane. I dirigenti di Fdi sul territorio, in primis il referente regionale Michele Barcaiuolo, che oggi invitavano a votare Sì al referendum, erano gli stessi che ieri avevano scelto e imposto candidature disastrose alle amministrative, che avevano piegato la scelta dei candidati sindaci a logiche legate alle successive elezioni regionali, quando ad essere promossi dovevano essere i fedelissimi prescelti, amici e congiunti.
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Gli stessi 'leader' che per anni hanno chiuso le porte a forze fresche e originali (si pensi alla figura di Roberto Ricco o dello stesso Sola) per timore di vedere compromesse le proprie rendite di posizione e che mai hanno pensato a un'autocritica.

 

La sconfitta modenese sul referendum (dove si è registrato un risultato peggiore rispetto al resto d'Italia) affonda le radici in queste storture e nella mancanza di credibilità di chi per poche settimane si è battuto per la causa del Sì, dopo anni di assenza. Paradossalmente l'impressione è che se i dirigenti di Fdi non avessero fatto campagna elettorale, il risultato sarebbe stato migliore.
Questi gli argomenti alla base della critica di Guido Sola. Una critica coraggiosa e inedita in un partito, quello della Meloni, abituato ad avere nell'obbedienza al capo e nel rispetto a prescindere della gerarchia valori assoluti. Ma la fedeltà non fa rima con capacità, anzi spesso è il contrario e a pagarne il prezzo sono tutti i cittadini che puntano a una alternanza vera in un territorio che non l'ha mai conosciuta.
Insomma, Sola ha mostrato il re nudo e - oltre a non essere un bel vedere - ha provato a offrire un contributo costruttivo al cambiamento.
Il risultato? La dirigenza di Fdi si è aperta al dialogo? Si è intavolato un confronto? Tutt'altro. Le parole dell'avvocato sono state accolte dal silenzio. Un silenzio punitivo per isolare chi ha osato alzare la mano, per non accreditarlo, per farlo passare come il solito 'livoroso' che cerca spazio personale. Una ennesima occasione persa, non certo per Guido Sola che - a differenza di molti eletti - ha un lavoro che non lo rende dipendente dalla politica, ma per Modena.
Giuseppe Leonelli
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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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